Umberto Boccioni vs Boccioni Umberto

 

Umberto Boccioni, Autoritratto, 1907-1908 olio su tela, 70 x 100 cm. Milano, Pinacoteca di Brera

 

Umberto Boccioni, autoritratto

 

 

Emilio Sommariva, Ritratto mascile. Umberto Boccioni

 

Emilio Sommariva, Ritratto maschile. Umberto Boccioni, Milano, Italia, 1914 – Materia/tecnica: gelatina bromuro d’argento/vetro – Misure: 13 x 18 – Collocazione: Milano (Mi), Biblioteca Nazionale Braidense.

 

 

 

 

Umberto Boccioni, uno dei più grandi artisti di levatura internazionale del Novecento italiano che influenzò sia le avanguardie artistiche e sperimentali sia le forme pittoriche di un certo realismo popolare, seppe congiungere la passione per un linguaggio attuale, collegato alla civiltà industriale, con la rappresentazione di una verità di sostanza umana che superasse il crudo dato tecnologico della modernità. In un breve arco d’esistenza, interrotta da una banale caduta da cavallo, fece proprie le istanze dei movimenti artistici più importanti del suo momento storico, superandoli in una sintesi originale e rivoluzionaria. Il suo dinamismo plastico rielabora la mancanza di strutturalità dell’Impressionismo e la statiticità della geometria cubista rigenerando le forme visive rese ora vive attraverso l’istanza fondamentale della modernità, ovvero la velocità, il movimento, la dilatazione dello spazio, la fuga delle linee.
Nel suo Autoritratto del 1909, Boccioni appare influenzato dal divisionismo a cui era stato introdotto da Balla e il motivo della città moderna s’impone sulla medesima figura umana che di lato s’affaccia e porge il proprio sguardo asciutto, curioso e per niente autoreferenziale. Superata la visione un po’ dandy e bohemienne dei primi ritratti (il cappello morbido e il fiocco ottocentesco nel primo Autoritratto o l’esibizione dei pennelli impugnati come un’arma distintiva nel secondo Autoritratto, entrambi del 1905), Boccioni si presenta ora con tutta la sfrontatezza consapevole dell’uomo moderno e mette da parte la riconoscibilità del proprio Sé per il tramite della figura dell’artista. Ovunque, e nelle fotografie che lo ritraggono ritorna sempre questa tensione interiore, uno sguardo serio, mai ammiccante, inquieto e proteso in avanti, mai marinettianamente provocatore per il gusto dello sberleffo, cosciente della storia e del dramma a cui il Novecento si sta concedendo.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...