Eric Dolphy

 

Eric Allan Dolphy

 

Eric Dolphy (20 giugno 1928, Los Angeles – 29 giugno 1964, Berlino): Out!.

Di chi parliamo quando parliamo di Eric Allan Dolphy? Dell’altosassofonista che ridisegnò voce e ruolo allo strumento che sembrava aver raggiunto il massimo della sua espressione con Charlie Parker? Di colui che portò per primo il basso clarinetto nella musica jazz? Dell’eccellente flautista che suonava con virtuosismo classico e naturalezza d’avanguardia uno strumento di per sé poco duttile al linguaggio jazz? Del musicista che esaltava la personalità dei grandi senza offuscarsi né fare loro “spalla”?

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Enis Batur ~ Tempi moderni

 

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«Poiché la poesia è la sorgente di un dolore e di una specie di paura per l’esaurimento della parola che quasi lo alimenta» (Lucerna)

 

Enis Batur, Imago mundi, collezione Poesia della Garzanti, quella con la copertina colore acqua e i titoli color sangue. Non so perché ho questo libro. La data di acquisto, fedelmente riportata nell’ultima pagina dice “19 novembre 1997, bancarella”: conosco quella bancarella che vive ancora, a differenza di molte librerie nate da quell’anno a ora. Acquistai quel libro insieme ad altri 6 titoli a metà prezzo della medesima collana (la Margherita Guidacci, Giacinto Spagnoletti, Edith Bruck, Toti Scialoja, gli Avèi di Paolo Bertolani e il grande John Ashbery) e Batur si è adagiato in quello scaffale di poeti di nazionalità insolita per il gusto che vuole essere solo occidentale, così ben definito al Nord di Faulkner e al sud di Octavio Paz, ma friabile a est di Adonis e Ritsos. Eppure – per la sua allegoria e il suo simbolismo – si è citato Ezra Pound, Cummings, Eliot, Montale.

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Mario N. Leone ~ Indice, quasi e altre 21 poesie

 

Mario Leone, Bambino col canestro

Mario N. Leone, Bambino col canestro, San Polo, Ar, Anni ’50, Archivio famiglia Leone

 

La poesia di Mario N. Leone, rimane ancora un tesoro nascosto, sconosciuto ai più e oggetto di culto per i pochi che ne ascoltarono la lettura dalla sua voce calda e profonda. Mario era un artista a tutto tondo e poesia e arte visiva, fotografia e disegno erano unite in lui senza soluzione di discontinuità. Come un Mario Scipione, un Dino Buzzati, un Carlo Michelstaedter o un Emilio Praga (senza parlare di chi ha unito alla pratica poetica l’esercizio critico, tra i tanti Yves Bonnefoy e Alessandro Parronchi), Leone non affiancò una disciplina all’altra ma ne compenetrò l’intima e comune essenza. È probabile che il disegno di illustrazione narrativa (romanzi colti e d’appendice, racconti, storie di fantascienza e fumetti) sia stato il “mestiere”, così come la fotografia sia stata la passione, la carta d’identità visibile ai più. La poesia, appartenendo alla sfera intima dell’artista, in questo contesto rischia di essere vista come un aspetto dell’«unica anima sensibile». Al contrario, credo ne sia il motore sotterraneo che tutto muove.
 
Note al testo
Le poesie, esposte per la prima volta a Giardino d’arte 2015 (Meleto Valdarno), per la cura di Francesco Gavilli, sono gentilmente concesse dalla famiglia Leone, scelte e trascritte con macchina da scrivere su cartoncino da parte della nipote Alessandra, che ringraziamo.
Si è scelto di disporle in ordine cronologico laddove è indicata la data; in caso incerto ci si è attenuti all’indicazione della famiglia Leone.
La poesia A Viareggio un odore di colonia è posta all’inizio e da noi indicata come senza data: sul cartoncino infatti è indicata come data Agosto 1925, che probabilmente era il titolo dato al ricordo ricostruito di una vacanza della primissima infanzia.
Nella poesia Indice, quasi si è corretto Beiderbeke con Beiderbecke, cornettista jazz degli anni Venti.

 

 

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Malcolm X ~ «La scheda o il fucile» (1)

 

Malcolm X con una carabina in mano guarda fuori la finestra di casa. Da Life, 1964

Malcolm X con una carabina in mano guarda fuori la finestra di casa. Da Life, 1964

 

 

The Ballot or the Bullet[1]

 

[Il discorso di Malcolm X, ripreso dalla traduzione italiana di Malcolm X Speaks, discorsi e interviste edite da George Breitman nel 1965, è uno dei più famosi discorsi politici sulla questione razziale. Breitman stesso lo ricorda come uno dei migliori tra tutti quelli di Malcolm X. In una società, quella americana, che viveva, e vive tuttora del discorso politico assunto a retorica pura, in realtà ha anche un alto valore retorico, se s’intende come l’uso dell’argomentazione per ottenere consenso e non come stile ridondante e “avvincente” per incantare. Questa distinzione, benché elementare e apparentemente prepolitica è estremamente attuale, in quanto il discorso politico attuale ha perso del tutto ogni riferimento al reale, al quotidiano, alla sofferenza, al problema, alla questione in sé e per sé, per divenire forma, colpo di scena, posa, studio della mossa e della postura del corpo: qui Malcolm X può ben chiamare fratelli i suoi referenti senza quell’adulazione pelosa volta solo a raccogliere il voto. Questo discorso oltre il suo valore storico di per sé o il dilemma ricorrente “uso della forza/gradualità delle conquiste in un progressivo ordine è un eccellente esempio di uso della parola «al servizio della persuasione» (Gian Luigi Beccaria).]

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Maria Cristina Antonini

 

Maria Cristina Antonini, abbellimenti diminuzioni variazioni, cm 140x140, acquerello e carta giapponese su tela, Giardino d'arte 2015, Villa Barberino Meleto Valdarno

 

 

Maria Cristina Antonini, abbellimenti diminuzioni variazioni, cm 140×140, acquerello e carta giapponese su tela, Giardino d’arte 2015, Villa Barberino Meleto Valdarno

 

«procedere per scarti minimi-sovrapporre colori diluitissimi, quasi impercettibili, dilatarli fino allo spasimo-far colare un colore sull’altro, una trasparenza sull’altra-cogliere i palpiti, le emozioni rarefatte, le minime cose fondamentali-rendere visibili i mutamenti dell’anima, le pieghe, i sussulti-tutte le cose a bassa voce: la scommessa è che un sussurro abbia la stessa forza di un grido-differenze impercettibili che qualificano il tempo-
(quadri, carte, libri d’artista, libri, diari, doni, giochi ed altro/acquerelli, veline, matite, fotografie,stoffe, parole, fili ed altro) » (m.c.a.)

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