«Lingua, folclore, poesia e pittura» ~ Tzevan Todorov intervista Roman Jakobson (1)

 

Kazimir Malevič, The Knifegrinder

Kazimir Malevič, The Knifegrinder (Principle of Glittering), 1912-13, oil on canvas, 79.5 x 79.5 cm, Yale University Art Gallery, New Haven, CT

 

INFANZIA

 

Tzevan Todorov: Lei è nato a Mosca l’11 ottobre 1896, professor Jakobson. Ci può dire qualcosa del suo ambiente familiare?

Roman Jakobson: I miei genitori erano i tipici rappresentanti di quella che in russo si chiama ancora l’intelligencija; del resto anche in francese questa parola è nota. Mio padre aveva studiato al Politecnico di Riga, a quel tempo molto famoso, e vi aveva conseguito la laurea in ingegneria.
Abitavamo a Mosca, a pochi passi dal Cremlino. Con i miei genitori i rapporti erano amichevoli. Le necessità economiche avevano costretto mio padre a lavorare nell’industria, anche se la sua vera passione erano le scienze; ho sempre pensato che rimpiangesse questa scelta obbligata e che l’antico desiderio restasse vivo in lui. Per questo, sin dall’infanzia sognavo un lavoro in campo scientifico. Ero il primogenito di tre fratelli. Uno è ora direttore della sezione slava alla Biblioteca del Congresso a Washington; è uno storico e ha al suo attivo numerose pubblicazioni importanti sulla storia dell’Europa orientale. L’altro, un economista, autore di un interessante saggio sulle organizzazioni professionali, morì durante la guerra, in Francia, all’epoca dell’occupazione nazista.

 

Continua a leggere

Philippe Jaccottet ~ Al lungo lamento del mare, un fuoco risponde

 

Federico Pacini, Volterra hospital, 2013

Federico Pacini, Volterra hospital, 2013

 

Lei ha alzato gli occhi, è già tanto se osa parlargli, è perplessa; d’altronde niente è più difficile, che evitare di tradire la propria fierezza e il proprio segreto.

 

Continua a leggere

Carmina Priapea, 86

 

Villa Romana del Casale, Piazza Armerina

Mosaico, Villa Romana del Casale, III-IV sec. d. C., Piazza Armerina (En)


 

86. Salve, Priapo, padre di tutte le cose,
salve. Dammi una rigogliosa gioventù,
fa’ che ai buoni ragazzi e alle fanciulle
piaccia il mio portentoso sesso
e coi tanti scherzi e sollazzi
possa dissipare gli affanni dolorosi
e ch’io non senta troppo il peso della vecchiaia
o tema la misera morte che tutti
trascina giù nell’ostile Averno,
dove il re rinchiude le anime mortali
e ogni ritorno i fati negano.
Salve, salve, santo padre Priapo!

 
Continua a leggere

Vanessa Beecroft vs Beecroft Vanessa

 

Vanessa Beecroft, Autoritratto

Vanessa Beecroft, Autoritratto, VBSS 03 MP, 2006, Digital c-print, cm 76 x 59, Galleria degli Uffizi, Firenze

 

 

 

Continua a leggere

Clarice Lispector ~ “A Legião Estrangeira”[7]

 

Carybé (Hector Julio Páride Bernabó), Chuva, serigrafia

Carybé (Hector Julio Páride Bernabó), Chuva, serigrafia

 

Ora conosco questo grande spavento di essere viva, avendo come unico sostegno proprio la mancanza di sostegno che dà l’essere viva. Di essere viva – ho sentito – dovrò fare il mio motivo e il mio tema. Con delicata curiosità, attenta alla fame e alla stessa attenzione, mi sono allora messa a mangiare delicatamente viva i pezzi di pane.
(Frammento, 28 giugno 1969)

 

 

A Legião Estrangeira

 

Se mi avessero chiesto di Ofelia e dei suoi genitori, avrei risposto in tutta onestà: li ho conosciuti appena. Davanti alla stessa giuria a cui risponderei: mi conosco appena – e dritto in faccia a ogni giurato con lo stesso limpido sguardo di chi è stato ipnotizzato all’obbedienza: vi conosco appena. Ma a volte mi sveglio dal lungo sonno e con docilità mi sporgo sul delicato abisso del disordine.
Sto tentando di parlare di quella famiglia che è sparita anni fa senza lasciare traccia in me, e di cui mi era rimasta solo un’immagine ingrigita dalla distanza. La mia inattesa ammissione di conoscerla è stata provocata oggi dal fatto che è comparso in casa un pulcino. È stato portato in casa da qualcuno che voleva avere il piacere di offrirmi una cosa viva. Nel tirar fuori il pulcino, la sua grazia ci ha colto in flagrante. Domani è Natale, ma il momento di silenzio che aspetto tutto l’anno è arrivato un giorno prima che Cristo venga al mondo. Una cosa che pigola da sola risveglia la dolcissima curiosità che presso una mangiatoia è adorazione. Come, ha detto mio marito, figuriamoci. Si era sentito troppo grande. Sporchi, a bocca aperta, i bambini si sono avvicinati. Io, con un po’ di coraggio, mi sono sentita felice. Il pulcino, lui, pigolava. Ma Natale è domani, ha detto timidamente il più grande. Sorridevano abbandonati, curiosi.

Continua a leggere