Anne Sexton ~ The Jesus Papers

 

anne sexton 2

 

 

«Chiunque sia Dio continuo a telefonargli.
Non sono sicura che questo sia essere religiosi.
C’è più disperazione che fede in queste mie azioni
».
(Anne Sexton a Dorianne Goetz, giugno 1965)

 

The Jesus Papers

 

Jesus Suckles

Mary, your great
white apples make me glad.
I feel your heart work its
machine and I doze like a fly.
I cough like a bird on its worm.
I’m a jelly-baby and you’re my wife.
You’re a rock and I the fringy algae.
You’re a lily and I’m the bee that gets inside.
I close my eyes and suck you in like a fire.
I grow. I grow. I’m fattening out.
I’m a kid in a rowboat and you’re the sea,
the salt, you’re every fish of importance.

 

 

No. No.
All lies.
I am small
and you hold me.
You give me milk
and we are the same
and I am glad.
No. No.
All lies.
I am a truck. I run everything.
I own you.

 

Gesù prende il latte

Maria, queste tue grandi
bianche mele mi fanno felice.
Ascolto la macchina del tuo cuore lavorare
mentre sonnecchio come una mosca.
Tossicchio come un uccello sul suo verme.
Io, caramella gommosa, tu, la mia sposa.
Sei lo scoglio e io le alghe che ti accarezzano.
Sei il giglio e io l’ape che penetra dentro.
Chiudo gli occhi e ti risucchio come il fuoco.
E cresco. Cresco. Vengo su proprio bello grassottello.
Sono un bimbo sulla sua barchetta e tu il mio mare,
il sale e tutti i pesci più belli del mondo.

No. No.
Tutte fandonie.
Io sono piccolo
e tu mi tieni in braccio.
Mi dai il latte
e niente ci separa:
sono felice.
No, no.
Tutte fandonie.
È tutto sotto controllo.
E tu sei mia.

 

 

Jesus Awake

It was the year
of the How to Sex Book,
the Sensuous Man and Woman were frolicking
but Jesus was fasting.
He ate His celibate life.
The ground shuddered like an ocean,
a great sexual swell under His feet.
His scrolls bit each other.
He was shrouded in gold like nausea.
Outdoors the kitties hung from their mother’s tits
like sausages in a smokehouse.
Roosters cried all day, hammering for love.
Blood flowed from the kitchen pump
but He was fasting.
His sex was sewn onto Him like a medal
and His penis no longer arched with sorrow over Him.
He was fasting.
He was like a great house
with no people,
no plans.

 

Gesù veglia

Era l’anno
del “Tutto Quello Che Devi Sapere del Sesso”,
l’Uomo e la Donna Sensuali se la spassavano
ma Gesù osservava il digiuno.
Nutriva la Sua vita di castità.
La terra sussultò sotto i Suoi piedi
come un oceano che ha una grande erezione.
Le Sue pergamene si mordevano a vicenda.
Fu fasciato nell’oro fino alla nausea.
Fuori i gattini stavano attaccati alle tette materne
come salsicce in un affumicatoio.
I galli facevano baccano tutto il giorno, azzuffandosi per amore.
Scorreva il sangue dalla pompa di cucina
ma Egli osservava il digiuno.
Il sesso gli fu appuntato addosso come una medaglia
e il Suo pene non si inarcò più con dolore su di Lui.
Egli continuava il Suo digiuno.
Era come una grande casa
vuota e senza un progetto.

 

 

Jesus Asleep

Jesus slept as still as a toy
and in His dream
He desired Mary.
His penis sang like a dog,
but He turned sharply away from that play
like a door slamming.
That door broke His heart
for He had a sore need.
He made a statue out of His need.
With His penis like a chisel
He carved the Pietà.
At this death it was important to have only one desire.
He carved this death.
He was persistent.
He died over and over again.
He swam up and up a pipe toward it,
breathing water through His gills.
He swam through stone.
He swam through the godhead
and because He had not known Mary
they were united at His death,
the cross to the woman,
in a final embrace
poised forever
like a centerpiece.

 

Gesù dorme

Gesù dormiva immobile come un giocattolo
e in sogno
desiderò Maria.
Il Suo pene si tormentava come un cane
ma Egli cambiò di scatto posizione,
come una porta sbattuta.
Quella porta Gli spaccò il cuore
perché il Suo era un bisogno doloroso.
Egli fece una statua del Suo bisogno.
Con il pene come uno scalpello
scolpì la Pietà.
Per questa morte era importante nutrire un solo desiderio.
Egli scolpì la morte.
Fu tenace in questo.
Morì e poi morì di nuovo.
Risalì su su fino a lei come dentro un canale,
respirando acqua dalle branchie.
Nuotò attraverso la pietra.
Nuotò attraverso il divino
e poiché non aveva conosciuto Maria
rimasero uniti nella Sua morte,
la croce avvinta alla donna,
in un abbraccio finale,
ricomposti per sempre,
come un centrotavola.

 

anne-sexton

 

Jesus Raises up the Harlot

The harlot squatted
with her hands over her red hair.
She was not looking for customers.
She was in a deep fear.
A delicate body clothed in red,
as red as a smashed fist
and she was bloody as well
for the townspeople were trying
to stone her to death.
Stones came at her like bees to candy
and sweet redheaded harlot that she was
she screamed out,
I never, I never.
Rocks flew out of her mouth like pigeons
and Jesus saw this and thought to
exhume her like a mortician.

Jesus knew that a terrible sickness
dwelt in the harlot and He could lance it
with His two small thumbs.
He held up His hand and the stones
dropped to the ground like doughnuts.
Again he held up His hand
and the harlot came and kissed Him.
He lanced her twice. on the spot.
He lanced her twice on each breast,
pushing His thumbs in until the milk ran out,
those two boils of whoredom.
The harlot followed Jesus around like a puppy
for He had raised her up.
Now she forsook her fornication
and became His pet.
His raising her up made her feel
like a little girl again when she had a father
who brushed the dirt from her eye.
Indeed, she took hold of herself,
knowing she owed Jesus a life,
as sure-fire as a trump card.

 

Gesù salva la prostituta

La prostituta stava accovacciata
le mani fra i rossi capelli.
Non era lì per trovare clienti.
Era in preda al terrore.
Un corpo fragile di rosso vestito,
come rosso è il pugno che si sfracella
e aveva sangue addosso
perché la gente la stava
lapidando a morte.
Le pietre le cadevano addosso come api su un dolce
e lei, dolce prostituta dai rossi capelli,
gridava: No, non a me! a me mai!
Dalla sua bocca volavano pietre come piccioni
e Gesù vide questo e pensò di
riesumarla come fa il becchino.

Gesù sapeva quale male tremendo
la prostituta portasse dentro e Lui poteva inciderlo
con i suoi due piccoli pollici.
Alzò una mano e le pietre
caddero a terra come ciambelle.
Di nuovo alzò la mano
e la prostituta si avvicinò e Lo baciò.
Egli la incise due volte. Proprio lì.
La incise due volte su ciascun seno
spingendo coi pollici fino a far sgorgare il latte
da quelle due pustole di meretricio.
La prostituta seguì Gesù come una cagnolina
perché Egli l’aveva salvata.
Allora lei rinunciò alle fornicazioni
e diventò la sua cocca.
La sua salvezza la fece sentire di nuovo
una bambina, quando aveva un padre
che le toglieva le cispe dagli occhi.
Di sicuro si riprese in mano la vita,
ben sapendo che doveva la vita a Lui,
oh!, certo, Gesù fu la sua carta vincente.

 

 

Jesus Cooks

Jesus saw the multitudes were hungry
and He said, Oh Lord,
send down a short-order cook.
And the Lord said, Abracadabra.
Jesus took the fish,
a slim green baby,
in His right hand and said, Oh Lord,
and the Lord said,
Work on the sly
opening boxes of sardine cans.
And He did.
Fisherman, fisherman,
you make it look easy.
And lo, there were many fish.
Next Jesus held up a loaf
and said, Oh Lord,
and the Lord instructed Him
like an assembly-line baker man,
a Pied Piper of yeast,
and lo, there were many.


Jesus passed among the people
in a chef’s hat
and they kissed His spoons and forks
and ate well from invisible dishes.

 

Gesù cucina

Gesù vide che la folla aveva fame
e disse: “O Signore, presto!
manda giù un cuoco che faccia dei piatti veloci”.
E il Signore disse “Abracadabra…”.
Gesù prese nella destra il pesce,
uno smilzo pesciolino verde,
e disse: “O Signore”,
e il Signore disse
“Su! datti da fare e senza farti vedere
apri le casse di scatolette di sardine”.
E questo Lui fece.
… Pescatore, pescatore,
a te sembrerà facile.
Ed ecco ci furono molti pesci.
Allora Gesù alzò una pagnotta
e disse: “O Signore”,
e il Signore Gli diede le istruzioni
come fosse un fornaio di produzione industriale,
un Pifferaio Magico del lievito:
ed ecco ci fu molto pane.

Gesù passò fra la folla
con un cappello da cuoco
e quelli baciarono i suoi cucchiai e le sue forchette,
e si saziarono di pietanze invisibili.

 

 

Jesus Summons Forth

Jesus saw Lazarus.
Lazarus was likely in heaven,
as dead as a pear
and the very same light green color.
Jesus thought to summon him
forth from his grave.
Oh hooded one, He cried,
come unto Me.
Lazarus smiled the smile of the dead
like a fool sucking on a dry stone.
Oh hooded one,
cried Jesus,
and it did no good.
The Lord spoke to Jesus
and gave Him instructions.
First Jesus put on the wrists,
then He inserted the hip bone,
He tapped in the vertebral column,
He fastened the skull down.
Lazarus was whole.
Jesus put His mouth to Lazarus’s
and a current shot between them for a moment.
Then came tenderness.
Jesus rubbed all the flesh of Lazarus
and at last the heart, poor old wound,
started up in spite of itself.
Lazarus opened one eye. It was watchful.
And then Jesus picked him up
and set him upon his two sad feet.

His soul dropped down from heaven.
Thank you, said Lazarus,
for in heaven it had been no different.
In heaven there had been no change.

 

Gesù chiama a sé

Gesù vide Lazzaro.
Lazzaro probabilmente se ne stava ancora in cielo,
ormai morto come una pera cotta
e dello stesso colore verde chiaro.
Gesù pensò di chiamarlo a sé
dal sepolcro.
O uomo bendato, gridò Gesù,
vieni a me.
Lazzaro sorrise come sorridono i morti
allo stesso modo del folle che succhia un sasso prosciugato.
O uomo bendato,
gridò Gesù,
ma non servì a nulla.
Il Signore parlò a Gesù
e Gli diede le istruzioni.
Prima Gesù rimise a posto i polsi,
poi incastrò il bacino,
riaggiustò la colonna vertebrale
e fissò sopra il cranio.
Lazzaro era di nuovo intero.
Gesù posò la bocca su quella di Lazzaro
e per un momento fra loro circolò della corrente.
Ci fu della tenerezza.
Gesù sfregò tutta la carne di Lazzaro
e il cuore, il povero vecchio cuore ferito,
suo malgrado alla fine si rimise in moto.
Lazzaro aprì un occhio. Vigile.
E allora Gesù lo prese in braccio
e lo poggiò su quei due piedi tristi.

L’anima cadde giù dal cielo.
Grazie davvero, disse Lazzaro,
perché a dire il vero in cielo non era poi così diverso.
In cielo non mi pareva fosse cambiato niente.

 

anne sexton 4

 

Jesus Dies

From up here in the crow’s nest
I see a small crowd gather.
Why do you gather, my townsmen?
There is no news here.
I am not a trapeze artist.
I am busy with My dying.
Three heads lolling,
bobbing like bladders.
No news.
The soldiers down below
laughing as soldiers have done for centuries.
No news.
We are the same men,
you and I,
the same sort of nostrils,
the same sort of feet.
My bones are oiled with blood
and so are yours.
My heart pumps like a jack rabbit in a trap
and so does yours.
I want to kiss God on His nose and watch Him sneeze
and so do you.
Not out of disrespect.
Out of pique.
Out of a man-to-man thing.
I want heaven to descend and seat on My dinner plate
and so do you.
I want God to put His steaming arms around Me
and so do you.
Because we need.
Because we are sore creatures.
My townsmen,
go home now.
I will do nothing extraordinary.
I will not divide in two.
I will not pick out My white eyes.
Go now,
this is a personal matter,
a private affair and God knows
none of your business.

 

Gesù muore

Da quassù nella coffa
vedo radunarsi una piccola folla.
Perché ti raduni, popolo mio?
Qui non c’è niente di nuovo.
Non sono un trapezista.
Sono alle prese con la Mia morte.
Tre teste ciondolanti
galleggiano come vesciche.
Non c’è niente di nuovo.
I soldati laggiù se la ridono
come da sempre ridono i soldati.
Niente di nuovo.
Noi siamo lo stesso uomo,
voi e io,
stesso genere di narici,
stesso genere di piedi.
Le mie ossa si lubrificano col sangue,
come le vostre.
Il mio cuore batte come una lepre in gabbia,
come batte il vostro.
Voglio baciare Dio sul naso e vederlo starnutire,
come lo vorresti voi.
Non per mancanza di rispetto,
per ripicca
o per mettermi da uomo a uomo.
Voglio solo che il cielo discenda e si accomodi a tavola con me,
come lo vorreste voi.
Voglio che Dio mi abbracci con le Sue braccia di fuoco,
come lo vorreste voi.
Perché ne abbiamo bisogno.
Perché siamo creature dolenti.
Oh mia gente,
tornatevene a casa ora.
Non farò niente di straordinario.
Non mi dividerò in due.
Non ruoterò gli occhi fino a mostrare il bianco.
Andate adesso,
questa è una faccenda personale,
una questione privata, e Dio
niente sa degli affari vostri.

 

 

Jesus Unborn

The gallowstree drops
one hundred heads upon the ground
and in Judea Jesus is unborn.
Mary is not yet with child.
Mary sits in a grove of olive trees
with the small pulse in her neck
beating. Beating the drumbeat.
The well that she dipped her pitcher into
has made her as instinctive as an animal.
Now she would like to lower herself down
like a camel and settle into the soil.
Altough she is at the penultimate moment
she would like to doze fitfully like a dog.
She would like to be flattened out like the sea
when it lies down, a field of moles.
Instead a strange being leans over her
and lifts her chin firmly
and gazes at her with executioner’s eyes.
Nine clocks spring open
and smash themselves against the sun.
The calendars of the world
burn if you touch them.
All this will be remembered.
Now we will have a Christ.
He covers her like a heavy door
and shuts her lifetime up
into this dump-faced day.

 

Gesù non ancora nato

Dall’albero della forca penzolano
cento teste verso terra
e in Giudea Gesù non è ancora nato.
Maria non è ancora incinta.
Maria è seduta in un oliveto,
solo un piccolo battito nel collo,
al ritmo di un tamburo.
Il pozzo dove ha calato la brocca
ha reso il suo istinto come quello d’un animale.
Ora potrebbe lasciarsi andare
come il cammello che si accascia per terra.
Anche se è vicina a crollare
potrebbe cadere nel sonno a singhiozzo del cane.
Le piacerebbe essere piatta come il mare
calmo e disseminato di frangiflutti.
Invece ecco uno strano essere chinarsi su di lei
e prenderle con fermezza il mento,
la fissa con gli occhi di un boia.
Nove orologi si aprono di scatto
e si frantumano contro il sole.
I calendari del mondo,
quando li tocchi, bruciano.
Questo noi ricorderemo.
Ora noi avremo un Cristo.
La copre come una porta pesante
e rinchiude l’intera sua esistenza
in questa giornata dal volto di un rifiuto.

 

 

The Author Of The Jesus Papers Speaks

In my dream
I milked a cow,
the terrible udder
like a great rubber lily
sweated in my fingers
and as I yanked,
waiting for the moon juice,
waiting for the white mother,
blood spurted from it
and covered me with shame.
Then God spoke to me and said:
People say only good things about Christmas.
If they want to say something bad,
they whisper.
So I went to the well and drew a baby
out of the hollow water.
Then God spoke to me and said:
Here. Take this gingerbread lady
and put her in your oven.
When the cow gives blood
and the Christ is born
we must all eat sacrifices.
We must all eat beautiful women.

 

L’autrice de The Jesus Papers parla

In sogno
stavo mungendo una mucca,
la tremenda mammella
era un grande giglio di gomma
che tra le mie dita sudava
e mentre la strizzavo,
aspettando il succo di luna,
aspettando la madre bianca,
prese a schizzare fuori il sangue
e mi coprì di vergogna.
Allora Dio mi parlò e disse:
La gente parla solo bene del Natale,
e se vogliono dirne male
bisbigliano.
Così andai al pozzo e tirai fuori
un bambino dalla profondità dell’acqua.
Allora Dio mi parlò e disse:
Ecco. Prendi questa donna di panpepato
e mettila nel tuo forno.
Quando la mucca sanguina
e il Cristo è nato
tutti noi dobbiamo mangiare sacrifici.
Tutti noi dobbiamo mangiare belle donne.

 

(traduzione di Francesco Gavilli)

 

 

 
b722ac3
 

«Le poesie di The Jesus Papers si pongono la domanda sul significato di Gesù come terreno d’incontro fra il divino e l’umano e come parabole che guardano da una prospettiva diversa alla vita vissuta all’interno del proprio corpo o della famiglia, le nove poesie della sequenza sono basate su storie che la maggior parte dei bambini conoscono.
Come in Trasformazioni, la Sexton chiede a queste vecchie storie di rispondere a interrogativi freudiani. Quali fantasie infantili aveva Gesù da bambino?
Tu mi dai il latte / e noi siamo uguali / ed io sono felice. / No, no. / Tutto falso. / Mento. È tutto in mano mia. / Tu sei mia.. (In Jesus Suckles)
E come fu vissuto dal figlio di Dio il complesso edipico?
In sogno / desiderava Maria. / Il suo pene cantava come un cane, / ma si allontanò da quella scena / come una porta sbattuta. (In Jesus Asleep)
Fece veramente miracoli? No, erano scherzi che poté fare con facilità a coloro che non sanno distinguere fra il bisogno e il credo (Jesus Raises up the Harlot, Jesus Cooks, Jesus Summons Forth).
Queste poesie mettono il lettore di fronte a un Gesù che in effetti assomiglia ad Anne Sexton, una persona spesso molto spiacevole, tremendamente fissata sul corpo femminile, nevroticamente concentrata su se stessa, terrorizzata dalla morte per cui lei/lui è stata prescelta/o. Questo è il Gesù che deve essere immaginato prima di cominciare a credere in lui, perché come la Sexton sapeva bene, la sofferenza riduce ogni essere umano in condizioni di umiliante bisogno e il suo scopo non era quello di deridere ma quello di porre fino alle sue estreme conseguenze la domanda: “Quale utilità può presumibilmente avere per gli altri la sofferenza di una persona?”.
La Sexton, riducendo Gesù a un corpo sofferente, continuava a scontrarsi con un problema teologico: Cristo aveva il corpo di un uomo. Allo stesso modo, in The Jesus Papers si interrogava anche sulla questione del ruolo svolto da Maria nell’Incarnazione: la sua trasformazione da ragazza in madre è il soggetto di Jesus Unborn, in cui Maria viene avvicinata dall’angelo dell’Annunciazione.
Uno strano essere si china su di lei / le solleva con fermezza il mento / e la guarda con l’occhio del boia. / Nove orologi si aprono di colpo / e si frantumano contro il sole / […] / Ora avremo un Cristo.
La storia avrà un Cristo e Maria avrà latte nel suo seno: per la Sexton, questo è il principio in base al quale l’Incarnazione si manifesta nel corpo femminile. Cristo dona il proprio sangue con la crocifissione; il sacrificio di Maria è un sacrificio di sangue nella chimica femminile che trasforma i liquidi del corpo in latte. Nell’ultima poesia della serie, la Sexton porta l’esempio del sacrificio di Maria nel presente quando The Author of the Jesus Papers Speaks dice:
Andai al pozzo e estrassi un bambino / dalla culla dell’acqua. / Poi Dio mi parlò e disse: / Ecco. Prendi questa donna di pane di zenzero / e mettila nel tuo forno. / Quando la mucca sanguina / ed il Cristo è nato / tutti noi dobbiamo mangiare sacrifici. / Tutti noi dobbiamo mangiare belle donne.
Le ambizioni della Sexton, comunque, sembrano stranamente combinarsi alle immagine ironiche sulle quali scivola in chiusura la poesia. Era forse esaurita dal risultato delle sue rigorose domande sull’importanza che la cristianità aveva per le donne? e per lei in particolare, una donna con una madre di nome Mary? La poesia contiene intuizioni molto più interessanti di quelle che la Sexton si era prefissa, forse perché non aveva un genuino interesse per i temi teologici. Dopo The Jesus Papers abbandonò il tentativo di identificarsi con Cristo (simbolo di redenzione) o con Gesù (l’uomo che si sacrificò per gli altri) ma continuò ad essere affascinata dalle connotazioni religiose del latte, che divenne il suo simbolo personale della grazia che poteva promanare da lei e andare verso di lei, per il trasformarsi di rats (il corpo orribile e disgustoso) in stars (il principio materno trascendente. Questo sarà il tema della bellissima sequenza di dieci salmi intitolata O lingue!.

 

[da Diane Wood Middlebrook, Anne Sexton. Una vita, Firenze, Le Lettere 1998, pp. 317-9. La traduzione delle poesie citate è di Stefano De Angelis]

 

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