John Berger ~ Michelangelo




 

Per Michelangelo Creazione significava qualsiasi cosa che nascesse, spingendo e sgusciando, attraverso le gambe degli uomini!…

Allungo il collo per guardare il soffitto della Cappella Sistina e la Creazione di Adamo. Anche a voi sembra di aver sognato il tocco di quella mano e il momento straordinario in cui essa si ritrae? E, zac, t’immagino nella tua lontana cucina gallega intenta a restaurare una Madonna per qualche chiesetta di paese sì, il restauro qui a Roma è stato accurato. Chi dice il contrario ha torto e ti spiego il perché.

I quattro tipi di spazio con cui Michelangelo ha giocato sul soffitto (lo spazio del bassorilievo e quello dell’altorilievo, lo spazio fisico di venti nudi fantasticati come beatitudine dipingendo sdraiato sulla schiena e lo spazio infinito della volta celeste), tutti questi spazi distinti, appaiono oggi più nitidi e stupefacenti nella loro articolazione di quanto fossero prima. Articolati con la disinvoltura di un fuoriclasse del biliardo, Marisa! Se il soffitto non fosse stato ripulito a dovere, sarebbe stata la prima cosa ad andare persa.

Ho fatto anche un’altra scoperta salta subito agli occhi, ma nessuno l’ammette. Forse perché il Vaticano ha una solennità così formale. Tra la ricchezza mondana da un lato e la sfilza di castighi eterni dall’altro, il visitatore finisce col sentirsi un nano. Le ricchezze esagerate della Chiesa e gli altrettanto esagerati castighi imposti ai fedeli erano complementari. Senza Inferno, la ricchezza sarebbe apparsa un Furto! A ogni modo, i visitatori d’oggi sono così ossequiosi da dimenticare i loro cosini.

Ma non Michelangelo. Lui li dipingeva, e li dipingeva con tanto amore da farne il punto focale, tanto che, dopo la sua morte, le autorità papali hanno passato secoli a cancellare o coprire un membro dopo l’altro nella Cappella Sistina. Per fortuna, ne resta ancora qualcuno visibile.

In vita era noto come « il sommo genio ». Più ancora di Tiziano, è stato l’ultimo a incarnare la figura rinascimentale dell’artista come creatore supremo. Il suo unico soggetto era il corpo umano, la cui perfezione era per lui rappresentata dall’organo sessuale maschile.

Nel David di Donatello il sesso del ragazzo è discretamente al suo posto, come un pollice o un dito del piede. Nel David di Michelangelo il sesso è il centro del corpo e ogni altra parte rimanda a esso con una sorta di deferenza, quasi fosse un miracolo. In modo semplice e bello. In maniera meno spettacolare, ma non per questo meno evidente, lo stesso accade nella Madonna di Bruges con il sesso del Gesù Bambino. Non era lussuria, ma una forma di adorazione.

Data questa predilezione e la fierezza del genio rinascimentale, secondo voi sarebbe stato il suo paradiso immaginario? Non poteva essere il sogno che gli uomini partorissero?

In effetti, tutto il soffitto parla della Creazione e, nei recessi più remoti del desiderio, per Michelangelo Creazione significava qualsiasi cosa che nascesse, spingendo e sgusciando, attraverso le gambe degli uomini!

Ricordate la tomba dei Medici con le figure della Notte e del Giorno, dell’Aurora e del Crepuscolo? Due uomini e due donne sdraiati le donne tengono le gambe modestamente ripiegate. Gli uomini le tengono allargate e spingono il bacino in alto, come se stessero per partorire. La nascita non della carne e, Dio non voglia, neanche dei simboli. Quello che aspettano è la nascita dell’indescrivibile e infinito mistero incarnato dai loro corpi e che da questi emerge, in mezzo alle loro gambe divaricate.

Nel soffitto è la stessa cosa. I visitatori della Cappella Sistina sono come figure appena piombate al suolo da sotto le gambe e le sottane di Profeti e Sibille D’accordo, le Sibille sono donne ma non proprio, non se le si guarda da vicino: sono travestiti.

Alle loro spalle, le nove scene della Creazione e là, ai quattro angoli di ogni scena, gli strabilianti, contorti, immensi, travagliati nudi maschili (gli ignudi), la cui presenza i critici hanno trovato così ardua da spiegare. Secondo alcuni, rappresentano la Bellezza Ideale. Allora perché tanto sforzo, desiderio, travaglio? No, quei venti giovani nudi lassù hanno concepito e appena partorito tutto quanto è visibile e immaginabile e tutto quanto vediamo in quel soffitto. L’adorato corpo maschile lassù è la misura di tutto, anche dell’amore platonico, anche di Eva, anche di te.


Apollonio, Torso del Belvedere, (I secolo a. C.), Musei Vaticani

Una volta, parlando dello scultore del Torso del Belvedere (50 a.C.) disse: « È il lavoro di un uomo che ne sapeva più della natura! »

In ciò sta il sogno, il desiderio remoto, il pathos, l’illusione.

Nel 1536, venti anni dopo aver portato a termine il soffitto, Michelangelo ha iniziato a dipingere il Giudizio Universale sulla gigantesca parete dietro l’altare. Forse il più grande affresco d’Europa? Innumerevoli figure, tutte nude, per lo più maschili. Altri scrittori l’hanno paragonato alle ultime opere di Rembrandt o Beethoven, ma non riesco a seguirli. Io ci vedo solo terrore puro, un terrore intimamente legato al soffitto sovrastante. L’uomo su questa parete è ancora nudo, ma non è ancora la misura di niente!

È cambiato tutto. Il Rinascimento e il suo spirito sono morti. Roma è stata messa a sacco. Sta per essere istituita l’Inquisizione. Ovunque la paura ha preso il posto della speranza, e lui sta invecchiando. Forse è la stessa situazione del nostro mondo.

All’improvviso mi vengono in mente le istantanee di Sebastiao Salgado: le foto della miniera d’oro brasiliana e dei minatori di carbone a Bihar, in India. Sia lui che Michelangelo sono inorriditi da quanto devono descrivere e tutti e due mostrano corpi in tensione prossimi a uno stesso punto di rottura, che in qualche modo resistono.

La somiglianza finisce qui, perché le figure di Salgado lavorano mentre quelle di Michelangelo sono mostruosamente inattive. La loro forza, i loro corpi, le loro mani enormi, i loro sensi, sono ormai inutili. Gli uomini sono diventati sterili e non esiste quasi più differenza tra i redenti e i dannati. Nessun sogno resta più in nessun corpo, per quanto attraente quel corpo possa essere stato un tempo esistono solo la rabbia e la penitenza, come se Dio avesse abbandonato l’uomo alla natura e questa fosse diventata cieca. Cieca? Alla fin fine, non è vero.

Dopo aver dipinto il Giudizio Universale, Michelangelo ha vissuto e lavorato per altri venti anni. Quando è morto, all’età di ottantanove anni, era impegnato a scolpire una Pietà di marmo. La cosiddetta Pietà Rondinini, rimasta incompiuta.

La madre che sorregge il corpo esausto del figlio è abbozzata nella pietra. Le gambe e un braccio del figlio sono rifiniti e levigati. (Forse sono i resti di un’altra scultura andata in parte distrutta. Poco importa: questo monumento alla forza e alla solitudine di Michelangelo resta com’è). Il punto d’incontro, la frontiera tra il marmo liscio e la pietra grezza, tra la carne e il blocco di roccia, è al livello del sesso del Cristo.

E l’immenso pathos di questa opera viene dal fatto che il corpo sta tornando, è risucchiato indietro amorosamente nel blocco di pietra, dentro a sua madre. Il che, alla fine, è l’opposto della nascita!

Ti manderò la foto di Salgado dove si vedono alcune donne galleghe che in ottobre, con la bassa marea, sguazzano nel Rio de Vigo in cerca di molluschi.

Tratto da:

Berger, John , Sacche di resistenza ; traduzione di Marina Rullo  ;  Varese : Giano, 2003  ;  197 p. ; 18 cm.  ;  Collezione · Filorosso  ;  Titolo uniforme  · The shape of a pocket.  ;  · [ISBN] 88-7420-018-8  ;  Classificazione Dewey · 701 (21.) BELLE ARTI E ARTI DECORATIVE. FILOSOFIA E TEORIA · 701.17 (21.) BELLE ARTI E ARTI DECORATIVE. ESTETICA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...