Katherine Mansfield ~ Sanary / Loneliness


…A strange wind flows… then silence. I am fain / To turn to Loneliness, to take her hand, / Cling to her, waiting, till the barren land / Fills with the dreadful monotone of rain….

 

Sanary

Her little hot room looked over the bay
Through a stiff palisade of glinting palms
And there she would lie in the heat of the day
Her dark head resting upon her arms
So quiet so still she did not seem
To think to feel or even to dream.

The shimmering blinding web of sea
hung from the sky and the spider sun
With busy frightening cruelty
Crawled over the sky and spun and spun
She could see it still when she shut her eyes
And the little boats caught in the web like flies.

Down below at this idle hour
Nobody walked in the dusty street
A scent of dying mimosa flowe
Lay on the air but sweet – too sweet.

 

Dalla sua calda stanza dominava la baia
attraverso i fusti delle palme lucenti.
Là, nell’ardore del sole, desiderava giacere,
la testa bruna sul guanciale delle braccia.
Tenue e immobile da non pensare
sentire e nemmeno sognare.

Il barbaglio del mare scolava sbandato
sotto il cielo e il ragno del sole,
spinto da una stizzita fame,
risaliva la cupola a filare e filare.
Anche ad occhi chiusi ella lo scorgeva,
e come mosche prigioniere i fragili natanti.

All’ora morta nessuno passa
laggiù nella strada polverosa.
Un profumo stremato di mimosa
langue nell’aria, ma dolce – così dolce.

Traduzione di Gilberto Altichieri,
da Katherine Mansfield, Poemetti, Torino Einaudi 1970

 

La sua calda stanzina si affacciava sulla baia
attraverso una fitta palizzata di palme lucenti,
ed era là, nella calura diurna, che si sarebbe distesa
con la testa bruna poggiata sulle braccia,
così quieta e immobile da non sembrare nemmeno
intenta a pensare, sentire o persino sognare.

L’abbagliante tela del mare, brillando
Pendeva dal cielo, e il sole come un ragno
Con solerte e temibile crudeltà
Si trascinava nel cielo e filava, filava
Lei poteva vederlo anche a occhi chiusi.
Come barchette, prese nella tela come mosche.

Laggiù, in quell’ora morta del giorno,
nessuno passava per la strada polverosa,
e un profumo di mimosa appassita
languiva nell’aria, ma dolce – troppo dolce.

Traduzione di Federico Mazzocchi,
da Katherine Mansfield, Quando ero uccello e altre poesie, Bagno a Ripoli (Fi), Passigli editori, 2009

 

Oltre la palizzata fitta di palme luccicanti
la piccola stanza rovente guardava sulla baia.
Lì avrebbe voluto riposare nell’ardore del giorno
la testa bruna abbandonata sulle braccia
tanto quieta e silenziosa che non sembrava
pensasse sentisse nemmeno che sognasse.

La tela scintillante del mare pendeva
dal cielo abbagliante ed il sole ragno
con diligente spaventevole crudeltà
strisciava sul cielo e filava, filava
perfino ad occhi chiusi lo vedeva e le barche
piccole prese nella rete come mosche.

A quell’ora pigra nessuno passava sulla strada
polverosa, un odore di mimosa morente
s’allungava nell’aria ma dolce – troppo dolce.

Traduzione di Marcella Corsi,
da Katherine Mansfield, Il vento il riso il volo, Galaad edizioni, 2010

 

La sua calda stanzetta guardava sulla baia
Oltre una palizzata erta di palme lucenti,
Là nell’afa del giorno lei si andava a sdraiare,
La testa bruna tutta reclina sulle braccia,
Così immobile e quieta che neppure sembrava
Pensare né sentire, e nemmeno sognare.

La ragnatela accecante del mare
Giù pendula dal cielo brillava, e il ragno-sole
Con spaventosa crudeltà affannata
Strisciava sopra il cielo e filava e filava-
Lei lo vedeva anche ad occhi serrati
Con le barchette-mosche prese dentro la rete.

E giù, nell’indolenza di quest’ora,
Nessuno nella strada polverosa passava,
Un profumo morente di fiore di mimosa
Ma dolce, troppo dolce, fermo in aria alitava.

Traduzione di Maura Del Serra,
da Katherine Mansfiled, Poesie e prose liriche, Pistoia, Petite Plaisance, 2013.

 

 

Loneliness

Now it is Loneliness who comes at night
Instead of Sleep, to sit beside my bed.
Like a tired child I lie and wait her tread,
I watch her softly blowing out the light.
Motionless sitting, neither left or right
She turns, and weary, weary droops her head.
She, too, is old; she, too, has fought the fight.
So, with the laurel she is garlanded.

Through the sad dark the slowly ebbing tide
Breaks on a barren shore, unsatisfied.
A strange wind flows… then silence. I am fain
To turn to Loneliness, to take her hand,
Cling to her, waiting, till the barren land
Fills with the dreadful monotone of rain.

 

Viene ora la Solitudine, la notte,
A sedere sul letto in luogo del Sonno.
Bimba affaticata, in attesa del suo passo giaccio
In ascolto e del soffio che il lume estingue.
E siede immobile, né si volge l’inerte,
Ma il greve capo scrolla gravemente.
Troppo è invecchiata, e tanto combatté
Che il lauro la cinse alla tempia.

Sull’arso lido rompe insaziata la marea,
Nel buio mesto gonfia le sue acque.
Nasce straniero un vento: poi è il silenzio.
Per volgermi alla Solitudine mi sono sfinita,
Per prenderle la mano e afferrarmi a lei, fin che la terra
Alla pioggia s’imbeva della paurosa monotonia.

Traduzione di Gilberto Altichieri,
da Katherine Mansfield, Poemetti, Torino Einaudi 1970

 

Ora è la Solitudine, e non il Sonno,
che viene la notte a sedersi vicino al mio letto.
Distesa come una bimba stanca attendo il suo passo,
e la guardo spegnere la luce con un soffio lieve.
Salendo immobile, non si volge né a destra
né a sinistra, ma stanca, stanca abbassa il capo.
Anche lei è vecchia, anche lei ha combattuto tanto
da meritare la corona d’alloro.

Nella triste oscurità lenta rifluisce la marea
e s’infrange sull’arido lido, inappagata.
Soffia un vento insolito: poi il silenzio. Sono pronta
ad abbracciare la Solitudine, a prenderle la mano,
ad aggrapparmi a lei, aspettando che l’arida terra
si imbeva della terribile monotonia della pioggia.

Traduzione di Federico Mazzocchi,
da Katherine Mansfield, Quando ero uccello e altre poesie, Bagno a Ripoli (Fi), Passigli editori, 2009

 

Di notte viene la Solitudine adesso
a sedersi invece del sonno accanto al mio letto.
Come un bambino stanco aspetto il suo passo
distesa, l’osservo spegnere la luce con soffio leggero.
Seduta immobile, non si volta né a destra
né a sinistra, e stanca, stanca china la testa.
Lei pure è vecchia, lei pure ha combattuto.
Così, è inghirlandata di alloro.

La marea che nel buio mesto defluisce lenta
si frange sopra un’arida spiaggia, insoddisfatta.
Soffia uno strano vento… poi silenzio. Io sono pronta
ad incontrare la Solitudine, a prenderla per mano,
ad abbracciarla stretta, aspettando che la terra
riarsa s’inebri dell’atroce monotonia della pioggia.

Traduzione di Marcella Corsi
da K. Mansfield, Il vento il riso il volo, Galaad Edizioni, 2010

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