Roger Caillois ~ La scrittura delle pietre (1)

 

Acqua Mirò, Agata, Photo Bruno Cupillard

Bruno Cupillard, Acqua Mirò, foto di Agata

 

La scrittura delle pietre

 

L’immagine nella pietra

 

In ogni tempo, l’uomo ha cercato non solo le pietre preziose, ma anche le pietre insolite, strane, quelle che attirano l’attenzione per qualche irregolarità della forma o per una certa significativa bizzarria di disegno o di colore. Quasi sempre, è una somiglianza inattesa, improbabile e tuttavia naturale, che le rende affascinanti. Le pietre, in ogni caso, posseggono un non so che di solenne, di immutabile e di estremo, di imperituro o già finito. Sono seducenti per un’intima bellezza, infallibile, immediata, che non deve niente a nessuno: necessariamente perfetta, esclude però l’idea della perfezione, proprio per non permettere approssimazioni, errori o eccessi. In tal senso, questa naturale, genuina beltà anticipa e supera il concetto stesso di bellezza, ne offre insieme garanzia e sostegno.

 

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Giardino di Boboli ~ Hermann Hesse

 

Valerio Cioli, Nano Morgante sopra la tartaruga

Valerio Cioli, Nano Morgante sopra la tartaruga, Vista laterale da sx, Giardino di Boboli, Stanzonaccio (1564 ca)

 

Giardino di Boboli

 

1901

 

Nonostante tutti i miei sforzi per gustare al massimo il soggiorno a Firenze, non rimpiango affatto i pomeriggi trascorsi a camminare e fantasticare nel giardino di Boboli, Della visita ad alcune chiese famose, di tante città attraversate frettolosamente, non ho riportato che memorie vaghe e sfumate, ma le ore trascorse a Boboli spero di non dimenticare mai.

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Theodor Fontane / Eustachy Kossakowski ~ Arrivo a Swinemünde

 

kossakowski 1

 

I sei mesi di attesa per poter rilevare la nuova attività trascorsero lentamente, ma poi il momento giunse. A fine maggio iniziammo le operazioni di imballaggio e spedizione della mobilia che, intanto, era aumentata con la morte del nonno e quando, quattro settimane più tardi, giunse la notizia che tutto era felicemente arrivato nella nuova casa, il giorno di San Giovanni del 1827, finalmente partimmo anche noi. Mia madre non ci accompagnò: a metà giugno si era recata a Berlino per farsi curare i nervi dal luminare allora più in vista, il consigliere intimo Horn. La raccomandazione che Horn le fece è la stessa adottata ancora oggi: «Si curi bene, stimata signora» (a quel tempo nella società borghese non si usava ancora dire “gentile signora”), «ed eviti i contrasti». Oggi come allora, il consiglio dato fu efficace fino a quando fu possibile attenervisi. A Berlino, tra le amiche che vivevano nella pensione Lionnet, il suggerimento fu di facile attuazione; quando però, alcune settimane dopo, mia madre arrivò a Swinemünde e trovò molte cose diverse da come se le aspettava, non fu più possibile “evitare i contrasti” e i suoi nervi furono nuovamente messi a dura prova.

 
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Grazia Marchianò ~ Pinocchio come sistema metafisico virtuale

 

Luigi Ontani, Pinocchio, 1972

Luigi Ontani, Pinocchio, 1972

 

Pinocchio come sistema metafisico virtuale

 

1. Il sogno come chiave

 

Al culmine delle sue avventure Pinocchio ha un sogno nel quale gli appare e lo bacia la fata. Al risveglio, lo stato del sognatore è mutato, e così pure l’aspetto del luogo in cui si trova. La stanzina dalle pareti di paglia è diventata una camera ammobiliata «con una semplicità quasi elegante». I frusti indumenti sono ora un completo impeccabile che il risvegliato indossa e rimira allo specchio. Ma il «doppio» che lo guarda è «un bel fanciullo con i capelli castagni e con gli occhi celesti, e un’aria allegra e festosa come una pasqua di rose». Chi è il ragazzo che guarda Pinocchio?

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Anne Sexton ~ The Jesus Papers

 

anne sexton 2

 

 

«Chiunque sia Dio continuo a telefonargli.
Non sono sicura che questo sia essere religiosi.
C’è più disperazione che fede in queste mie azioni
».
(Anne Sexton a Dorianne Goetz, giugno 1965)

 

The Jesus Papers

 

Jesus Suckles

Mary, your great
white apples make me glad.
I feel your heart work its
machine and I doze like a fly.
I cough like a bird on its worm.
I’m a jelly-baby and you’re my wife.
You’re a rock and I the fringy algae.
You’re a lily and I’m the bee that gets inside.
I close my eyes and suck you in like a fire.
I grow. I grow. I’m fattening out.
I’m a kid in a rowboat and you’re the sea,
the salt, you’re every fish of importance.

 
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