Eric Dolphy

 

Eric Allan Dolphy

 

Eric Dolphy (20 giugno 1928, Los Angeles – 29 giugno 1964, Berlino): Out!.

Di chi parliamo quando parliamo di Eric Allan Dolphy? Dell’altosassofonista che ridisegnò voce e ruolo allo strumento che sembrava aver raggiunto il massimo della sua espressione con Charlie Parker? Di colui che portò per primo il basso clarinetto nella musica jazz? Dell’eccellente flautista che suonava con virtuosismo classico e naturalezza d’avanguardia uno strumento di per sé poco duttile al linguaggio jazz? Del musicista che esaltava la personalità dei grandi senza offuscarsi né fare loro “spalla”?

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Jerome Richardson

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A Jerome Richardson (15 novembre 1920, Oakland, California) viene riconosciuta la capacità di doppiarsi in un numero notevole di strumenti della famiglia delle ance. Ora, se solitamente un musicista eccelle sempre nel suo strumento principe, lui rimaneva un grande solista in ogni strumento, dal flauto al sax baritono, dal sax soprano al contralto, dal tenore al piccolo.
Presente in circa 200 registrazioni come sideman, pubblicò solo tre Lp a suo nome. Nella celebratissima black opera di Mingus, The Black Saint and the Sinner Lady, sono suoi i primi due assoli di sax. Dopo un’introduzione dove spiccano il contralto di Charlie Mariano e un sottofondo dai colori ellingtoniani depurati di ogni giocoso riferimento folkloristico, Richardson entra con il sax baritono con un sofferente lamento.A seguire un intermezzo con ancora Mariano a trainare il canto delle ance e degli ottoni i quali conducono gradualmente il pianto verso la rabbia. E la trasformazione giungebcon il sax soprano di Richardson che come un pifferaio magico sembra chiamare alla lotta il popolo nero. Magistrale espressionismo musicale in uno degli attacchi più stupefacenti della storia della musica del XX secolo!!! Imperdibile.

Solo Dancer (Stop! And Listen, Sinner Jim Whitney!), (C. Mingus)

[Don Butterfield – tuba; Quentin Jackson – trombone; Richard Williams, Rolf Ericson – trumpet; Charlie Mariano – alto sax; Dick Hafer – tenor sax, flute; Jerome Richardson – baritone & soprano sax; Jaki Byard – piano; Charles Mingus – bass; Dannie Richmond – drums]

Charles Mingus, The Black Saint And The Sinner Lady – Impulse! ‎– AS-35 (Lp)

Registrato il 20 gennaio 1963

Charlie Mariano

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Carmine Ugo Mariano (12 novembre 1923, Boston, Massachusetts) alto sassofonista di chiara origine italiana e conosciuto come “Charlie” Mariano ebbe una carriera divisa in due distinte fasi. La prima che dura fino al 1967 lo vede con l’Orchestra di Stan Kenton (1953-55), attivo nella West Coast con Shelly Manne (1956), leader di gruppi con la moglie pianista Toshiko Akiyoshi, con la quale visse a lungo in Giappone. Soprattutto è il periodo di una memorabile collaborazione con Charles Mingus (1962-1963), come uno degli alto sax solisti in The Black Saint and the Sinner Lady.
Mingus fu sempre molto protettivo nei suoi confronti anche rispetto alle critiche che in quel periodo ricevette per tenere nella propria band un musicista bianco.
La seconda fase, che lo vede abbandonare progressivamente gli stilemi parkeriani per abbracciare una musica aperta al folk, alla fusion e al pop, è in realtà estremamente ricca per collaborazioni in contesti musicali e culturali più disparati, dall’India alla Malesia, dal Libano all’Algeria.

Dear John C. (Bob Hammer, Bob Thiele)

[Charlie Mariano – alto saxophone; Roland Hanna – piano; Richard Davis – bass; Elvin Jones – drums]

Elvin Jones , Dear John C., Impulse!, A-88 (Lp)

Registrato il 25 febbraio 1965

Paul Bley

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Paul Bley (10 novembre 1932, Montreal, Quebec, Canada – 3 gennaio 2016).

Paul Bley è stato un pianista che a lungo è vissuto in un suono sospeso tra due mondi mai antitetici ma sempre passibili di sviluppi diversi. Quando debutta giovanissimo nella scena musicale sotto la tutela di Mingus e Blakey dimostra di essere fascinato dal cupo bebop di Lennie Tristano ma nel corso degli anni ’50 assorbirà, restituendolo in forme sempre più astratte, il suono sofisticato di Bill Evans. Vicino al free degli anni ’60 mantenne al tempo stesso una distanza particolare che si concretizzerà in uno dei trio jazz più interessanti del Novecento. Anche due delle donne che lo accompagnano nel corso della vita, entrambe compositrici e musiciste, gli forniranno un materiale musicale diverso: sperimentale l’una (Carla Bley) e melodico l’altra (Annette Peacock). Ma lo stazionare di Bley in questa musica angolare, a volte misteriosamente inconclusa, intrisa di senso spaziale è stata la sua vera cifra.

 

Blues for Red (P. Bley)
[Paul Bley, piano solo]

Paul Bley, Blues for Red, ‎Red Record– RR 123238 2 CD

Registrato nello Studio Barigozzi Studio, Milano, Maggio 1989.

Joni Mitchell

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Joni Mitchell (7 novembre 1943, Fort McLeod, Alberta, Canada)
Dire dell’importanza di Joni Mitchell nella musica del XX secolo è così banale che si finisce sempre per dimenticarlo in attesa dei tempi delle riscoperte e delle rivisitazioni. Joni Mitchell è la voce che può essere accostata a quella di Billie Holliday o di Maria Callas, di Edith Piaf o di Patti Smith non perché simile o per stabilire classifiche stupide e inutili ma semplicemente perché la Bellezza ha un carattere plurale e Joni rappresenta uno dei timbri di voce più stupendi mai uditi.
E per capire come la sua voce sia stata percepita in varie stagioni musicali come bellezza pura e assoluta, basti ricordare che anche il grande Charlie Mingus, pur provenendo da tutt’altra storia e ormai prossimo alla morte, le affidò il suo ultimo progetto musicale.

The Dry Cleaner From Des Moines (Music by C. Mingus – Words by J. Mitchell – Arrangements by J. Pastorius)
[Joni Mitchell – vocals; Wayne Shorter – soprano saxophone; Herbie Hancock – electric piano; Jaco Pastorius – bass; Don Alias – congas; Peter Erskine – drums]

Joni Mitchell, Mingus, Asylum Records ‎– 5E-505 (Vinile)

Registrato nel 1979.

Discografia essenziale :

Clouds – 1969

Ladies of the Canyon – 1970

Blue – 1971

For the Roses – 1972

Court and Spark – 1974

Hejira – 1976

Mingus – 1979

Dog Eat Dog – 1985

Both Sides Now – 2000

Link :

http://jonimitchell.com/