Eric Dolphy

 

Eric Allan Dolphy

 

Eric Dolphy (20 giugno 1928, Los Angeles – 29 giugno 1964, Berlino): Out!.

Di chi parliamo quando parliamo di Eric Allan Dolphy? Dell’altosassofonista che ridisegnò voce e ruolo allo strumento che sembrava aver raggiunto il massimo della sua espressione con Charlie Parker? Di colui che portò per primo il basso clarinetto nella musica jazz? Dell’eccellente flautista che suonava con virtuosismo classico e naturalezza d’avanguardia uno strumento di per sé poco duttile al linguaggio jazz? Del musicista che esaltava la personalità dei grandi senza offuscarsi né fare loro “spalla”?

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Anthony Braxton

 

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Anthony Braxton (4 giugno 1945, Chicago)

 

Parlare di Braxton è così difficile che ogni discorso appare limitativo e parziale.
È difficile collocare il suo tipo di musica che non è né jazz né musica colta, ma che ha in comune con entrambe qualcosa di profondo e sfuggente al tempo stesso. Braxton ricrea il jazz attraverso lo studio e l’uso di idiomi europei, con riferimenti non intellettualistici a John Cage o Stockhausen, ma il più delle volte lo fa rivisitando l’intero spettro della produzione degli standards jazzistici.

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Art Davis

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Art Davis (5 dicembre 1934, Harrisburg, PA – 29 luglio 2007, Long Beach, California) è ricordato per la sua lunga collaborazione con John Coltrane

Olé (J. Coltrane)

[John Coltrane – soprano saxophone; Eric Dolphy – flute; Freddie Hubbard – trumpet; McCoy Tyner – piano; Reggie Workman – bass; Art Davis – bass; Elvin Jones – drums]

John Coltrane – Olé – Atlantic SD 1373
Registrato il 25 maggio 1961

Discografia essenziale:
Come leader:

Reemergence (1980);
Live (1984);
A Time Remembered (1995)

Come sideman:
Max Roach:

Live At Newport (1958),

Deeds, Not Words (1958),

Percussion Bitter Sweet (1961),

It’s Time (c. January 1962);

Dizzy Gillespie:

Copenhagen Concert (1959),
Live At Newport (1960),
Gillespiana (1960);

Abbey Lincoln: Straight Ahead (1961);

Booker Little: Out Front (1961);
John Coltrane:

Olé Coltrane (1961),
Africa/Brass (1961),
J.C. Quartet Plays (1965),
Ascension (1965).

Gunther Schuller

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Gunther Schuller (22 novembre 1925, New York)

Pur essendo una delle espressioni più forti e rappresentative della musica Americana, tanto da essere accostato a Leonard Bernstein come conduttore d’orchestra o a Charles Ives come compositore anticipatore di un vero e proprio nuovo mondo musicale, Schuller non ha avuto mai un rapporto semplice con la critica e il pubblico. Musicista di corno francese, compositore, direttore d’orchestra, ma anche grande insegnante e autore di scritti fondamentali di teoria musicale e sul jazz, è ricordato soprattutto come fondatore del Third Stream, movimento che cercò di unire il jazz alla musica classica contemporanea e che se per un verso anticipò nella fine degli anni 50 il free, dall’altra fu una corrente autonoma ed estremamente raffinata che influenzò un numero particolare di musicisti (J. Lewis, J. Giuffre, R. Blake, G. Russell).
Jazz Abstraction rappresentò uno delle prime registrazioni Third Stream che cercò di unire avanguardia jazz a aspetti di musica classica e, sebbene sia a nome di John Lewis, la conduzione, la composizione e il progetto e opera fu solo di Schuller. Vi parteciparono musicisti di alto livello quali Ornette Coleman, Eric Dolphy, Scott LaFaro, Jim Hall e Eddie Costa. Variants on a Theme of John Lewis (Django) è una delle due parti del disco che a partire da un tema sviluppa delle varianti. La prima Variante vede un’introduzione classica della chitarra di Hall che espone il tema; questo clima pacificato si spezza dopo un segnale del vibrafono in un crescendo swing tra il basso superbo di Scott LaFaro, la chitarra di Jim Hall e l’altro basso di Duvivier. In realtà si entra progressivamente e senza soluzione di passaggio da una stanza ad un’altra; ora è il vibrafono di Costa e il piano di Evans che ci consegnano agli archi per l’ultimo quadro. Saranno i flauti e in particolare quello di Dolphy a restituirci un tema “astratto” e ormai del tutto scarnificato della poesia iniziale per ricadere nel finale in tre accordi di chitarra.

Variants On A Theme Of John Lewis (Django)– (Gunther Schuller)

[Eric Dolphy, Robert DiDomenica – flute; Bill Evans – piano; Eddie Costa – vibraphone; Jim Hall – guitar; George Duvivier, Scott LaFaro – bass; Stick Evans – drums; “Contemporary String 4et”: Charles Libove, Roland Vamos – violin; Harry Zaratzian – viola; Joseph Tekula – cello]

John Lewis* – Jazz Abstractions – Atlantic ‎– 1365 (LP)

Registrato il 19 dicembre 1960, New York.