Alfred Kubin / Ludwig Angerer ~ Ero un bambino molto selvaggio

 

Ludwig Angerer; Crown Prince Rudolf von Oesterreich-Ungarn, Austria, 1863.

Ludwig Angerer; Crown Prince Rudolf von Oesterreich-Ungarn, Austria, 1863.

 

Io sono nato il 10 aprile 1877 a Leitmeritz, una piccola città della Boemia del Nord. Sui primi due anni della mia fanciullezza la mia memoria tace completamente. Verso il terzo anno ritrovo vaghi ricordi di balocchi, di verde fogliame inondato di sole e dello smunto, pallido viso di mia madre. Mio padre, ex ufficiale dei cacciatori, dopo la campagna del ’66 ottenne un impiego statale, come geometra. Lo incontrai per la prima volta a Salisburgo; aveva dovuto lasciare la sua giovane famiglia per due anni, per fare il suo dovere di soldato nella lontana Dalmazia. Nella nostra nuova dimora, dove la mamma e io ci eravamo installati così comodamente, egli irruppe un giorno all’improvviso e suscitò in me immediatamente un senso di ostilità. Ma, placata dal dono di un berretto dalmata rosso, la mia gelosia ben presto si calmò, e noi concludemmo, con riserva, la pace.

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Egon Schiele ~ Diario dalla prigione di Neulengbach

 

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«In mezzo al grigio sporco della coperta il colore brillante di una arancia, l’unica luce che brilla nella stanza.» (19 aprile 1912)

 

Prigione di Neulengbach, 16 aprile 1912

 

Finalmente! – Finalmente! – Finalmente! – finalmente la pena è alleviata! Finalmente carta, matita, pennelli, colori, per disegnare e per scrivere. Strazianti sono state queste ore selvagge, disordinate, terribili, queste ore indistinte, informi, monotone, totalmente grigie, che ho dovuto trascorrere come un animale, spogliato, nudo tra muri freddi e spogli. Questo stato di debolezza interiore avrebbe condotto alla pazzia, e questa sarebbe stata presto anche la mia sorte, se fossi rimasto a lungo, per giorni, come vuoto; così mi sono messo a dipingere, lacerato fin nelle radici della mia attività, e per non diventare realmente pazzo, con il dito tremante immerso nello sputo amaro, utilizzando le macchie dell’intonaco; ho dipinto personaggi e teste nel muro della cella, e li ho visti poi asciugarsi a poco a poco e sbiadire, perduti nella profondità del muro, come fatti sparire da una mano invisibile, magica.

Per fortuna ho di nuovo il materiale per disegnare e scrivere; mi hanno ridato anche il pericoloso temperino. Posso essere attivo, e così sopporterò quello che prima mi era insopportabile. Per riavere le mie cose mi sono sottomesso, mi sono umiliato, ho chiesto, ho pregato, mendicato e avrei anche piagnucolato se non ci fosse stato nient’altro da fare. Oh, Arte! – Cosa non potrei fare per te!

 

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Ernst Barlach

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Ernst Barlach (2 gennaio 1870, Wedel – 24 ottobre 1938, Rostock) è stato uno scultore, pittore e incisore tedesco, appartenente al movimento espressionista.

 

Die Wandlungen Gottes (Le trasformazioni di Dio), 1920-21

Ernst Barlach fece queste stampe per affrontare il dolore seguito la morte della madre. In modo libero, i sette fogli illustrano la formazione del mondo e il fervente credo di Barlach nell’unità di tutta la creazione. I primi due fogli affrontano esplicitamente questo tema. In Der erste Tag (Il primo giorno), dove chiara è l’influenza della scultura gotica, Dio irradia il potere, facendo allargare attorno a sé un leggero turbinio di nubi. In Die Dome (Le cattedrali), Dio scruta l’operato dell’uomo, manifestazione della creazione artificiale. Der göttliche Bettler (Il mendicante divino) mostra Dio, dopo essere sceso sulla terra sotto le spoglie di uno storpio, sperimentare la brutalità della terra. Gott Bauch (Dio del ventre) raffigura una divinità grottesca che domina un’umanità disinteressata, svelando la delusione di Barlach per i suoi contemporanei interessati più alla realizzazione fisica che spirituale. In Totentanz II (Danza della morte II) Barlach si concentra sul potere salvifico dell’amore, che protegge due figure da una folla spaventosa. Die Felsen (Le rocce) e Der siebente Tag (Il settimo giorno) ritraggono Dio come forza forte ed eterna come le montagne.

 

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1) Der erste Tag (Il primo giorno) – Composizione: 25.6 x 35.8 cm; Foglio: 32.4 x 45.2 cm. – Carta: Beige, liscia, vergata Giappone.

 

 

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2) Die Dome (Le cattedrali) – Composizione: 25.7 x 35.9 cm; Foglio: 32.6 x 45 cm. – Carta: Beige, liscia, vergata Giappone.

 

 

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3) Der göttliche Bettler (Il mendicante divino) – Composizione: 25.7 x 35.7 cm; Foglio: 32.6 x 45.1 cm. – Carta: Crema, liscia, vergata Giappone.

 

 

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4) Gott Bauch (Dio del ventre) – Composizione: 25.7 x 35.7 cm; Foglio (irreg.): 45.1 x 53.3 cm. – Carta: Crema, liscia, vergata Giappone.

 

 

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5) Totentanz II (Danza della morte II) – Composizione: 25 x 35.9 cm; Foglio: 32.6 x 45.1 cm. – Carta: Crema, liscia, vergata Giappone.

 

 

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6) Die Felsen (Le rocce) – Composizione: 25.7 x 35.7 cm; Foglio: 32.5 x 45 cm. – Carta: Crema, liscia, vergata Giappone.

 

 

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7) Der siebente Tag (Il settimo giorno) – Composizione: 25 x 35.8 cm; Foglio (irreg.): 33.6 x 44.2 cm. – Carta: Crema, liscia, vergata Giappone.

 

 

Nota informativa:

Le sette incisioni, facenti parte di un unico portfolio dal titolo Die Wandlungen Gottes (Le trasformazioni di Dio), furono eseguite nel 1920-21 e stampate da Pan-Press (Verlag Paul Cassirer) nel 1922. La dimensione di ogni disegno varia leggermente in fogli di dimensione irregolare. La carta liscia, color crema o beige, è di tipo vergata Giappone.