Grazia Marchianò ~ Pinocchio come sistema metafisico virtuale

 

Luigi Ontani, Pinocchio, 1972

Luigi Ontani, Pinocchio, 1972

 

Pinocchio come sistema metafisico virtuale

 

1. Il sogno come chiave

 

Al culmine delle sue avventure Pinocchio ha un sogno nel quale gli appare e lo bacia la fata. Al risveglio, lo stato del sognatore è mutato, e così pure l’aspetto del luogo in cui si trova. La stanzina dalle pareti di paglia è diventata una camera ammobiliata «con una semplicità quasi elegante». I frusti indumenti sono ora un completo impeccabile che il risvegliato indossa e rimira allo specchio. Ma il «doppio» che lo guarda è «un bel fanciullo con i capelli castagni e con gli occhi celesti, e un’aria allegra e festosa come una pasqua di rose». Chi è il ragazzo che guarda Pinocchio?

Continua a leggere

«Guerra e rivoluzione» ~ Tzevan Todorov intervista Roman Jakobson (2)

 

 Alexander Rodchenko. Stairs. 1930,

Alexander Rodchenko. Stairs. 1930, Artist print. Collection of the Moscow House of Photography Museum. © A. Rodtschenko – V. Stepanova Archive. © Moscow House of Photography Museum

 

IL CIRCOLO LINGUISTICO DI MOSCA

 

Tzevan TodorovNel marzo del 1915 lei partecipò alla creazione del circolo linguistico di Mosca. Chi erano gli altri e in che cosa consisteva l’attività del Circolo? Di chi fu l’idea?

Roman Jakobson: Durante il primo corso che seguii al dipartimento di linguistica dell’università di Mosca, incontrai molti giovani studenti. Discutemmo a lungo sui problemi della linguistica e – particolare interessante – su quelli dell’arte poetica, decidendo di incontrarci più spesso. Penso di essere stato il più giovane tra loro. Fu allora che proposi la creazione di questo circolo. La prima volta ci riunimmo nella sala da pranzo dei miei genitori, eravamo circa una decina di giovani studenti. Ci dicemmo solo che, vista la situazione dell’epoca, era pericoloso tenere un circolo. C’era la guerra e potevamo attirare l’attenzione della polizia su di un’organizzazione che non era stata autorizzata; c’erano già stati altri esempi. Avere un permesso non era semplice, ma trovammo il sistema: esisteva un comitato dialettologico dell’Accademia delle Scienze al quale potevamo partecipare come uditori. Quando raccontai al presidente la nostra storia, egli disse: «Vedremo come legalizzare la situazione». Doveva scrivere al segretario dell’Accademia, a Pietroburgo, al grande linguista russo, massimo specialista di storia della lingua, Šachmatov[1]. Questi accettò, ricevemmo persino una sua lettera, disse che il nostro circolo si sarebbe chiamato gruppo di studenti di lingua russa associati al comitato dialettologico dell’Accademia. Era il titolo ufficiale, e con questo facemmo la nostra comparsa nel 1915. Ma tra di noi ci chiamavamo «circolo», e, subito dopo la rivoluzione, siamo tornati al nostro vero nome, cioè Circolo linguistico di Mosca.

Continua a leggere

«Lingua, folclore, poesia e pittura» ~ Tzevan Todorov intervista Roman Jakobson (1)

 

Kazimir Malevič, The Knifegrinder

Kazimir Malevič, The Knifegrinder (Principle of Glittering), 1912-13, oil on canvas, 79.5 x 79.5 cm, Yale University Art Gallery, New Haven, CT

 

INFANZIA

 

Tzevan Todorov: Lei è nato a Mosca l’11 ottobre 1896, professor Jakobson. Ci può dire qualcosa del suo ambiente familiare?

Roman Jakobson: I miei genitori erano i tipici rappresentanti di quella che in russo si chiama ancora l’intelligencija; del resto anche in francese questa parola è nota. Mio padre aveva studiato al Politecnico di Riga, a quel tempo molto famoso, e vi aveva conseguito la laurea in ingegneria.
Abitavamo a Mosca, a pochi passi dal Cremlino. Con i miei genitori i rapporti erano amichevoli. Le necessità economiche avevano costretto mio padre a lavorare nell’industria, anche se la sua vera passione erano le scienze; ho sempre pensato che rimpiangesse questa scelta obbligata e che l’antico desiderio restasse vivo in lui. Per questo, sin dall’infanzia sognavo un lavoro in campo scientifico. Ero il primogenito di tre fratelli. Uno è ora direttore della sezione slava alla Biblioteca del Congresso a Washington; è uno storico e ha al suo attivo numerose pubblicazioni importanti sulla storia dell’Europa orientale. L’altro, un economista, autore di un interessante saggio sulle organizzazioni professionali, morì durante la guerra, in Francia, all’epoca dell’occupazione nazista.

 

Continua a leggere