Alfred Kubin / Ludwig Angerer ~ Ero un bambino molto selvaggio

 

Ludwig Angerer; Crown Prince Rudolf von Oesterreich-Ungarn, Austria, 1863.

Ludwig Angerer; Crown Prince Rudolf von Oesterreich-Ungarn, Austria, 1863.

 

Io sono nato il 10 aprile 1877 a Leitmeritz, una piccola città della Boemia del Nord. Sui primi due anni della mia fanciullezza la mia memoria tace completamente. Verso il terzo anno ritrovo vaghi ricordi di balocchi, di verde fogliame inondato di sole e dello smunto, pallido viso di mia madre. Mio padre, ex ufficiale dei cacciatori, dopo la campagna del ’66 ottenne un impiego statale, come geometra. Lo incontrai per la prima volta a Salisburgo; aveva dovuto lasciare la sua giovane famiglia per due anni, per fare il suo dovere di soldato nella lontana Dalmazia. Nella nostra nuova dimora, dove la mamma e io ci eravamo installati così comodamente, egli irruppe un giorno all’improvviso e suscitò in me immediatamente un senso di ostilità. Ma, placata dal dono di un berretto dalmata rosso, la mia gelosia ben presto si calmò, e noi concludemmo, con riserva, la pace.

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Annette von Droste-Hülshoff ~ «… come una doppia luce»

 

196095

 

da Heidebilder [Quadri della brughiera]

 

Il Vecchio della brughiera (*)

 

«Bambini, non andate alla palude,
il sole ormai declina, affaticata
ronza l’ape nel volo sonnolento,
e basso ondeggia a terra un velo smorto.
Il Vecchio arriva!»

Ma il gioco non lo smettono, al confine,
strappano l’erba, lanciano dei sassi,
sguazzano nel fossetto dello stagno,
acchiappano falene tra le canne,
e sono allegri quando un ragno d’acqua (**)
scampa tra i giunchi sulle lunghe gambe.

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Else Lasker-Schüler / Georg Trakl ~ Poesie e lettere

 

Else Lasker-Schüler e Georg Trakl si conobbero nel marzo del 1914 a Berlino. Poco sappiamo di quella relazione, mentre è evidente la distanza delle due personalità, eccentricamente visionaria la poetessa ebrea tedesca, angosciosamente avvinto nella propria coscienza ossessionata dal male il poeta austriaco. Entrambi appartenevano alla prima generazione dell’espressionismo ma non sembrano poter mai trovare un punto d’incontro, tanto è animata da una fascinazione fantastica e strettamente legata alla cultura ebraica lei, quanto colto in un punto di irrimediabile non ritorno dell’Occidente lui. Ne è testimonianza la poesia Abendland, dedicata a Else solo in un secondo momento rispetto alla composizione, dove vita e crollo, bellezza e putredine convivono in un equilibrio poetico stupefacente. Lei invece gli parla di ebbrezza, rapina, evasione, bellezza piena. Trakl le scrisse una cartolina pochi giorni prima la morte per suicidio chiedendole di raggiungerlo all’ospedale di Cracovia dove era ricoverato per una grave forma dissociativa a seguito della battaglia di Grodek. Ma la cartolina arrivò solo dopo la morte e la Lasker-Schüler ne fu colpita tanto da non riuscire neppure a comunicare la notizia alla famiglia. Vagheggiò allora presentimenti recenti e incontri immaginari avuti con lui lontano nel tempo, ma scrisse un ricordo poesia che più che un necrologio è la restituzione del poeta ad un’infanzia mai avuta, ancorato com’era allo stato di Ungeborener, non nato, ma per questo innocente.

 

Lasker-Schüler

 
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Georg Trakl ~ «Canto del dipartito» e «Grodek»

 

Ramon Trinca - Georg Trakl

Ramon Trinca – Georg Trakl

 

«Le immagini evocate da Trakl nelle sue liriche si impongono alla nostra attenzione con un particolare carico di autonomia, ricche di senso eppure inspiegabili. Vivono di vita propria, si abbarbicano a noi per non più lasciarci, ombre fatte tangibili, venute da un mondo ignoto, che si intuisce di insondabile profondità, da una zona archetipica della psiche catturata dalla capacità ordinante della scrittura». Così scrive Ida Porena in una lettura di Georg Trakl (1887-1914), poeta austriaco che visse il breve arco di una vita drammatica e oscura. Poesia forte e tutta risolta sulla rarefazione di situazioni non riconoscibili come esperienza ma che trovano un’adesione interiore inattesa seppure sempre ignota. Si raffrontano quattro traduzioni di due sue note poesie, Gesang des Abgeschiedenen (Canto del dipartito) e Grodek, al fine di sottolineare come la traduzione, in testi di così sottile possibilità di fuoriuscita da un senso evocato e non tangibile, porti sempre ad un tradimento misterioso e ad una impossibile restituzione di un infranto mondo interiore.
Il canto del dipartito (o solitario, appartato) ruota attorno al concetto Abgeschiedenheit, termine difficilmente traducibile e che contiene in sé il senso di distacco, separatezza e lontananza. Il nipote è l’ultimo discendente che porta in sé il dramma dell’estinzione della stirpe, colto nel momento preesistente all’esistere, il non nato. Grodek fu composta dopo la battaglia nei pressi di questo paese polacco fra l’11 settembre e il 7 ottobre, quando Trakl addetto alla farmacia nell’esercito austroungarico si trovò a dover fronteggiare in un granaio, da solo e senza mezzi, quasi cento soldati feriti circondato dai cadaveri dei contadini ruteni impiccati agli alberi: da quella dura esperienza avrebbe manifestato la decisione del suicidio, sentendosi «ormai quasi al di là del mondo» e fu trovato morto la mattina del 3 novembre, forse per una dose eccessiva di cocaina.

 

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