John Montague

 

 

«Se la povertà apre la porta e ti entra in casa, l’amore esce dalla finestra»

John Montague

 

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Fate largo

 

Jimmy Drummond era una linguaccia a scuola
continuamente brutte parole, come lo stillicidio di uno scolo.
A sei anni sapeva perfettamente come nascono i bambini
dacché sua madre ne mise al mondo nove,
sei dopo che il marito partì soldato per la guerra

sotto il motto degli Inniskillings, Fate largo!
Quando il suo corpo ritornò dal’Inghilterra
le autorità dissero loro di non svitare il coperchio
per vedere i resti del fuciliere Drummond –
un’accidentale bomba a mano non aveva lasciato niente da nascondere alla vista,

e la madre andò, incinta, alla fossa –
fate largo, e niente da nascondere alla vista.
L’amore veniva puntualmente ogni primavera a lei
adagiata nel fossato sotto qualche ansante lavoratore.
“Ti arriva addosso, tu non hai che da stenderti”.

Sua sola vendetta sugli sbrigativi amanti
era di dare il nome del padre, ad ogni nuovo nato
cosa che la gente del luogo ammirava, come vederla andare in giro
a prendere la pensione del marito soldato
seguita dal suo esercito di giovanissimi irregolari.

Alcuni dei quali diventavan soldati per guerre straniere
altri fornivano le fabbriche d’Inghilterra.
Jimmy Drummond era il più anziano ma fu il più giovane a morire
quando cadde da un’impalcatura a Coventry
condannato come tutta la sua famiglia a Fare largo!

 

Clear the Way

 

Jimmy Drummond used bad language at school
All the fou-letter words, like a drip from a drain.
At six he knew how little children were born
As well he might, since his mother bore nine,
Six after her soldier husband left for the wars

Under rhe motto of the Inniskillings, Clear the Way!
When his body returned from England
The authorities told them not to unscrew the lid
To see the remnants of Fusilier Drummond inside –
A chancey hand-grenade had left nothing to hide

And Jimmy’s mother was pregnant at the graveside-
Clear the way, and nothing to hide.
Love come to her punctually each springtime,
Settled in the ditch under some laboring man:
‘It comes over you, you have to lie down’.

Her only revenge on her hasty lovers
Was to call each child after its father,
Which the locals admired, and seeing her saunter
To collect the pension of her soldier husband
Trailed by her army of baby Irregulars.

Some of whom made soldiers for foreign wars
Some supplied factories in England.
Jimmy Drummond was the eldest but died younger than any
When he fell from a scaffolding in Coventry
Condemned, like all his family, to
Clear the Way!

 

 

I vivi e I morti

 

Tutte le sere lei sale
l’angusta striscia delle scale
per inginocchiarsi nella sua fredda stanza
come se dovesse tempestare
il cielo con le sue preghiere…

le quali, se hanno efficacia,
ora attraversano la calma
notte della morte per giungere
qui dove, in luogo d’un consunto rosario,
io recito questi tasti metallici.

Lei raccoglie nelle sue mani
la pena d’un’intera famiglia:
la pallida madre che morì
per partorire figli
dispersi ai quattro venti

che adesso si destano a fatica
dal buio e dalla lontananza
a popolare gli angoli
di questa casa silenziosa
che una volta conoscevano bene.

Una candela frustata dalla corrente
ingigantisce la sua ombra:
un corpo esile fatto mostruoso
che sospira in estasi
davanti al crocifisso dorato –

e mentre la lampada gocciola
le ombre si raccolgono a danzare
sulla parete della stanza vicina
dove, scolaretto in cerca di sonno,
io comincio a palparmi:

linfa di un’altra generazione
che saggia al tatto un albero spezzato
perché getti rami novelli
verso una luce ulteriore,
un’identità diversa.

 

 

The living & the Dead

 

Nightly she climbs the
narrow length of the stairs
to kneel in her cold room
as if she would storm
heaven with her prayers –

which, if they have power,
now reach across the quiet
night of death to where
instead of a worn rosary,
I tell these metal keys.

The pain of a whole family
she gathers into her hands:
the pale mother who died
to give birth to children
scattered to the four winds

who now creakingly arouse
from darkness, distance
to populate the corners
of this silent house
they once knew so well.

A draught whipped candle
magnifies her shadow –
a frail body grown monstrous,
sighing in a trance
before the gilt crucifix –

& as the light gutters
the shadows gather to dance
on the wall of the next room
where, a schoolboy searching sleep,
I begin to touch myself.

The sap of another generation
fingering through a broken tree
to push fresh branches
towards a further light,
a different identity.

 

 

Poesie tratte da:

The Rough Field ( La terra aspra), traduzione di Ottavio Di Fidio

 

in Poesia, Anno III – numero 30, Giugno 1990

 

 

John Montague. 28 febbraio 1929, Brooklyn, New York, Stati Uniti

 

1929 – nasce a Brooklyn (New York) da una famiglia nordirlandese di tradizione cattolica.

1933 – viene portato a Garvaghey, nella contea di Tyrone (Ulster) ed allevato da una zia paterna, Brigid Montague.

1946 – entra all’University College Dublin di tradizione cattolica

1953 – inizia a pubblicare le sue prime poesie. Decide di lasciare l’Ulster per gli Stati Uniti dove insegna in diverse università: a Yale dove tra gli altri incontra Saul Bellow e Leslie Fielder

1954/1955 – insegna in Iowa e a Berkeley

1956 – ritorna in Irlanda

1961 – si stampano le sue prime poesie: Poisoned Lands (Terra avvelenata)

1967 – A Chosen Light ( Una luce eletta, 1967)

1972 – The Rough Field (Terra aspra)

1975 – A Slow Dance (Una lenta danza)

1978 – The Great Cloak (Il grande mantello)

1984 – The Dead Kingdom (Il reame morto)

 

 

Opere tradotte:

 

– Il violinista di campagna ; traduzione di Ottavio Di Fidio – Bergamo : Il bagatto, 1980

– Il quaderno smarrito ; a cura di Alessandro Gentili ; Firenze : Passigli, 1995

– Il campo abbandonato ; a cura di Alessandro Gentili ; Firenze : Passigli, 1998

–  Visita medica al confine ; a cura di Giuseppe Serpillo Torino : Trauben, 2007