Anne Sexton ~ The Jesus Papers

 

anne sexton 2

 

 

«Chiunque sia Dio continuo a telefonargli.
Non sono sicura che questo sia essere religiosi.
C’è più disperazione che fede in queste mie azioni
».
(Anne Sexton a Dorianne Goetz, giugno 1965)

 

The Jesus Papers

 

Jesus Suckles

Mary, your great
white apples make me glad.
I feel your heart work its
machine and I doze like a fly.
I cough like a bird on its worm.
I’m a jelly-baby and you’re my wife.
You’re a rock and I the fringy algae.
You’re a lily and I’m the bee that gets inside.
I close my eyes and suck you in like a fire.
I grow. I grow. I’m fattening out.
I’m a kid in a rowboat and you’re the sea,
the salt, you’re every fish of importance.

 
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Gunnar Ekelöf ~ Ogni uomo è un mondo

 
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En värld är varje människa

En värld är varje människa, befolkad
av blinda varelser i dunkelt uppror
mot jaget konungen som härskar över dem.
I varje själ är tusen själar fångna,
i varje värld är tusen världar dolda
och dessa blinda, dessa undre världar
är verkliga och levande, fast ofullgångna,
så sant som jag är verklig. Och vi konungar
och furstar av de tusen möjliga inom oss
är själva undersåtar, fångna själva
i någon större varelse, vars jag och väsen
vi lika litet fattar som vår överman
sin överman. Av deras död och kärlek
har våra egna känslor fått en färgton.
 
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Gunnar Ekelöf ~ Eufori

 
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Eufori

Du sitter i trädgården ensam med anteckningsboken, en
smörgås, pluntan och pipan.
Det är natt men så lugnt att ljuset brinner utan att fladdra,
sprider ett återsken över bordet av skrovliga plankor
och glänser i flaska och glas.

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Chinua Achebe ~ Poesie sulla guerra

 

Achebe

 

La dolorosa, civile ed epica poesia di Albert Chinualumogu Achebe, soprannominato Chinua (Ogidi, 16 novembre 1930 – Boston, 22 marzo 2013), scrittore, saggista, critico letterario e poeta nigeriano, è intrisa di un rude e affatto pacificante realismo dove la parola tarda a consolare ma diviene martellante mostra della tragedia e della miseria (“l’aria era pesante di odori / di diarrea di bambini non lavati / con costole slavate e sederi prosciugati / in lotta con passi affaticati dietro vuoti ventri rigonfi”).
Considerato il padre della letteratura africana moderna in lingua inglese, pubblicò nel 1958 la trilogia «Il crollo», scritta in inglese con il titolo di «Things Fall Apart», dove si narrano le vicissitudini di una famiglia e di una comunità nigeriana attraverso i decenni che vanno dalla tradizione ancestrale di inizio `900, fino alla modernità passando per il periodo del colonialismo. Fu attivo testimone della sanguinosa balcanizzazione dell’Africa nell’esperienza della secessione del Biafra (1967-1970), dove gli Igbo, di cui lo stesso Achebe faceva parte, erano opposti al resto del Paese per ottenere l’indipendenza del sud-est della nazione e far nascere un nuovo stato, la Repubblica del Biafra. Nella guerra civile che seguì si consumò uno dei più grandi genocidi del `900 che costò la vita a più di un milione di Igbo.

 

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Benedikt Livšic ~ «Quando Marinetti venne in Russia» (1)

 

Nikolaj Kul'bin, Ritratto di F. T. Marinetti, 1914, Stampa su linoleum

Nikolaj Kul’bin, Ritratto di F. T. Marinetti, 1914, Stampa su linoleum

 

Noi e l’Occidente

 

1. Alla fine dell’anno Kul’bin[1], che manteneva una corrispondenza regolare con l’estero, mi informò che Marinetti sarebbe venuto in Russia. Avrebbe visitato Mosca, poi San Pietroburgo, come già convenuto tra lui e Tastevin che, come delegato della società parigina “Les grandes conférences”, organizzava le sue conferenze nelle due capitali.
 
A Mosca in quel momento non c’era nessun futurista: David Burljuk[2], Kamenskij [3] e Majakovskij erano in tournée nel Sud. Era quella famosa tournée cui prese parte Severjanin e che finì con il suo litigio con Majakovskij.
 
Circa tre giorni prima dell’arrivo di Marinetti, uscì su uno dei giornali di Mosca un’intervista di Larionov[4]: il capo del raggismo dichiarava che si doveva coprire di uova marce il capo del futurismo perché aveva tradito i principi da lui stesso proclamati.

 

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