Steve Lacy

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*Steven Norman Lackritz ovvero Steve Lacy (23 luglio 1934, New York City – 4 giugno 2004, Boston)

Uno dei più grandi sassofonisti soprano di tutti i tempi, definiva la sua attività come «la combinazione di oratore, cantante, ballerino, diplomatico, poeta, dialettico, matematico, atleta, animatore, educatore, studente, comico, artista, seduttore, in poche parole un bravo ragazzo».

 

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Herbie Nichols

images (7) La storia di Herbie Nichols (3 gennaio 1919, New York – † 12 aprile 1963, New York) non è quella dell’artista tormentato dalla droga, l’alcol o la criminalità. Sfortunato certo lo fu, perché visse solo 44 anni morendo di leucemia, ma, seppure attualmente sia riconosciuto come un pioniere della musica moderna, fu un genio trascurato, un musicista originale e un compositore dotato di una grande fantasia ed eclettismo. Vi è così più interesse oggi di quanto ne abbia creato negli anni 50 e 60, anche se le notizie sulla sua vita sociale sono molto limitate a causa anche del suo carattere schivo: Nichols infatti era un intellettuale, un poeta, uno studioso di compositori classici, ossessionato dal pianoforte jazz e e dalla composizione. Il suo pianismo era caratterizzato da elaborate introduzioni, precisione di tocco, frasi guizzanti, idee complesse e un’armonia scura. Lavorò con Mary Lou Williams, compose per Billie Holiday un famoso standard, Lady Sings the Blues, formò il suo trio con il bassista Al McKibbon e con batteristi del calibro di Art Blakey e Max Roach. Roswell Rudd, insieme a Misha Mengelberg e Steve Lacy, ne riscoprirono negli anni 90 la sua musica.

Beyond Recall (H. Nichols)

[Herbie Nichols – piano; George Duvivier – bass; Dannie Richmond – drums]

Herbie Nichols Trio ‎– Love, Gloom, Cash, Love – Bethlehem Records ‎– BCP-81

Registrato nel novembre del 1957

Discografia minima:

1955 The Prophetic Herbie Nichols, Vol. 2 – Toshiba EMI

1955 The Prophetic Herbie Nichols, Vol. 1 – Toshiba EMI

1956 Herbie Nichols Trio Blue Note

1956 The Third World – Blue Note

1957 The Bethlehem Session

1957 Love, Gloom, Cash, Love – Bethlehem High Fidelity

Johnny Dyani

 

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Johnny Mbizo Dyani (30 novembre 1945, Duncan village, Sud Africa), contrabbassista che suonò con Dollar Brand (Abdullah Ibrahim), Don Cherry, Steve Lacy, David Murray, Joseph Jarman, Mal Waldron, Pierre Dørge e molti altri, fu attivo negli anni sessanta costituendo una delle prime jazz band sudafricane, per poi espatriare in Europa dove fece conoscere la sua musica tipicamente gioiosa, trascinante e lontana dal serioso rovello jazzistico euroccidentale. Witchdoctor’s Son, uno dei primi Lp a suo nome, ne è un chiaro esempio e Magwaza, una rivisitazione di un canto tradizionale, esalta il doppio e diverso sassofonismo di Tchicai e Pukwana in un trascinante groove che pare voler trascendere l’orrore dell’apartheid.

 

Magwaza ( J. Dyani, tradizionale)

 

[ Dudu Pukwana – Alto Sax; John Tchicai – Tenor & Alto Sax; Mohamed Al Jabry – Congas; Alfredo Nascimento – Guitar; Johnny Dyani  – Bass; Luiz Chuim de Siqueira – Drums ]

 

Johnny Dyani With John Tchicai & Dudu Pukwana ‎– Witchdoctor’s Son – SteepleChase ‎– SCCD-31098

Registrato il 15 marzo 1978.

 

Discografia essenziale:

1978     Witchdoctor’s Son  – Steeplechase

1978     Song for Biko  –  Steeplechase

1981      Mbizo  – Steeplechase

1985      Angolian Cry – Steeplechase

 

Roswell Rudd

Rudd e Lacy

Rudd e Lacy

Roswell Rudd (17 novembre 1935, Sharon, Connecticut).
Credo che sia per una ragione di coerenza musicale e “politica” se due americani bianchi come Steve Lacy e Roswell Rudd approdarono alla musica d’avanguardia attraverso il free, sì, ma provenendo direttamente dalla musica Dixieland, saltando cioè il bop che fu un linguaggio soprattutto “nero”. I due iniziarono a collaborare insieme a partire dagli anni 60. Rudd portò l’eredità di uno straordinario pianista dimenticato, Herbie Nichols, Lacy da par suo aveva iniziato una rivisitazione del mondo di Thelonious Monk che si protrarrà fino alla sua morte.
Per Roswell Rudd, tuttavia, la ragione di bypassare il bop era dettata dalla scarsa duttilità del trombone al linguaggio bop data la peculiare espressività tonale dello strumento e Rudd amava proprio quelle slides, quelle sbavature, i ringhi e i gemiti che il bop bandiva. Come dice Chris Kelsey, nelle sue mani il trombone perde la caratteristica di macchina che riproduce note per diventare «una sorta di sintetizzatore analogico a propulsione umana». Buon venerdì tredici!

Friday The 13th (Th. Monk)
[Roswell Rudd – trombone; Steve Lacy – soprano sax; Misha Mengelberg – piano; Kent Carter – bass; Han Bennink – drums]

Roswell Rudd, Steve Lacy, Misha Mengelberg, Kent Carter, Han Bennink ‎– Regeneration – Soul Note ‎– SN 1054 (Lp)

Registrato il 25 Giugno 1982 a Milano, Italy.