Carmina Priapea, 86

 

Villa Romana del Casale, Piazza Armerina

Mosaico, Villa Romana del Casale, III-IV sec. d. C., Piazza Armerina (En)


 

86. Salve, Priapo, padre di tutte le cose,
salve. Dammi una rigogliosa gioventù,
fa’ che ai buoni ragazzi e alle fanciulle
piaccia il mio portentoso sesso
e coi tanti scherzi e sollazzi
possa dissipare gli affanni dolorosi
e ch’io non senta troppo il peso della vecchiaia
o tema la misera morte che tutti
trascina giù nell’ostile Averno,
dove il re rinchiude le anime mortali
e ogni ritorno i fati negano.
Salve, salve, santo padre Priapo!

 
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Carmina Priapea, 66- 78

 

Alma-Tadema, Saffo e Alceo

Sir Lawrence Alma-Tadema, Saffo e Alceo, 1881

 

66. Tu che per non vedere quello che di me fa grande,
scantoni l’angolo come conviene alla donna pudica,
non mi fai meraviglia, ma la paura di guardare
è pari al tuo desiderio di averlo in pancia.

 

LXVI – Tu, quae, ne videas notam virilem / Hinc averteris, ut decet pudicam, /: Nil mirum, nisi quod times videre, / Intra viscera habere concupiscis.

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Carmina Priapea, 40 – 52

 

Luciano Minguzzi, da "Carmina ludrica romanorum. Carmina priapea, catalogo 1986

Luciano Minguzzi, da “Carmina ludrica romanorum et carmina priapea, catalogo 1986

 

40. Chi non conosce Teletusa, tra tutte le ragazze della Suburra,
che s’è resa libera con i suoi guadagni?
Proprio lei, o mio Dio, ti cinge l’uccello con una corona dorata…
ma guarda un po’ le puttane chi considerano il sommo dei numi!

 

XL – Nota Suburanas inter Telethusa puellas, / Quae, puto, de quaestu libera facta suo est, / Cingit inaurata penem tibi, sancte, corona: / Hoc pathicae summi numinis instar habent.

 
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Carmina Priapea, 27- 39

 

Sileno e Eros

Sileno ed Eros, Bassorilievo del I secolo

 

27. Quinzia, delizia del popolo, straconosciuta al grande Circo,
esperta insuperabile nel muovere il culo,
cimbali e crotali, armi che lo fanno rizzare, a Priapo
dedica e aggiunge pure i timpani assordanti.
In cambio, chiede, piaccia sempre al suo pubblico
e che la schiera dei suoi ammiratori lo tengano dritto come il dio.

 

27 – Deliciae populi, magno notissima Circo, / Quintia, vibratas docta movere nates, / Cymbala cum crotalis, pruriginis arma, Priapo / Ponit et adducta tympana pulsa manu. / Pro quibus, ut semper placeat spectantibus, orat, / Tentaque ad exemplum sit sua turba dei.

 
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Carmina Priapea, 14 – 26

 

Peruzzi, Villa Farnesina o del Chigi

Baldassarre Peruzzi, Villa Farnesina, Roma

 

14. Ehi, ehi, chiunque sei, non credere
di scansare il sacello del dio sozzone.
E se hai passato la notte con la femmina,
non c’è motivo di temere ad entrare.
Lascia ogni finezza agli dèi severi:
noi siamo robetta, dèi minori
di campagna, lo vedi, stiamo con le palle al vento sotto gli occhi di Giove.
E allora, la porta è aperta per tutti, anche se qua
è ancora tutto nero sporco di bordello.

 

14 – Huc huc, quisquis es, in dei salacis / Deverti grave ne puta sacellum. / Et si nocte fuit puella tecum, / Hac re quod metuas adire, non est. / Istud caelitibus datur severis: / Nos vappae sumus et pusilla culti / Ruris numina, nos pudore pulso / Stamus sub Iove coleis apertis. / Ergo quilibet huc licebit intret / Nigri fornicis oblitus favilla.

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