Antonio Ligabue vs Ligabue Antonio

 

Antonio Ligabue, Autoritratto, 1955, Olio su tavola, cm 53 x 40, Firenze, Galleria degli Uffizi

 

Antonio Ligabue, Autoritratto, Galleria Uffizi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Wolfgang Kliege ~ Helios-Elias

Wolfgang Kliege Helios-Elias, 2011 Legno, acciaio 80 x 340 x 162 cm Collezione del’ artista

 

Wolfgang Kliege, Helios-Elias, 2011 – Legno, acciaio – 80 x 340 x 162 cm – Casa Masaccio, Centro per l’arte contemporanea, San Giovanni Valdarno (Ar) – foto di Filippo Boni

 

 

 

Helios-Elias, piattaforma mobile dell’immaginario

 

La collocazione dell’opera Helios-Elias di Wolfgang Kliege nel Salone dell’Allocco (Villa Barberino, Meleto Valdarno, Ar – I), donata dall’artista alla collezione d’arte contemporanea della Casa Masaccio di San Giovanni Valdarno, ha anche una motivazione extra artistica, fatta di coincidenze e piccole scommesse che riflette l’imponderabilità dell’arte e la difficile ricostruzione dei suoi percorsi. All’interno di Giardino d’arte infatti l’opera notevole e impegnativa per le sue dimensioni era inserita in un contesto inusuale, oltreché inutile e improprio, “aggravando” e leggendo un suo nuovo possibile significato . Nel percorso di Zig Zag quel concetto di imprevedibilità si amplia e la contestualizzazione in un nuovo, benché identico, scenario potenzia il valore individuale dell’opera: siamo spinti infatti a riconsiderare la città, intesa come un mobile tessuto connettivo oltre la dimensione urbana, in un territorio che ridisegna la propria geografia. Nella presentazione di Contemporary City si parla di una città in «movimento», «luogo del conflitto», «sempre in pericolo», ma anche luogo di «cura», «zona autonoma temporanea», luogo che permette di «allargare il dominio della coscienza o dell’esperienza». Questa doppia significazione, una sottile ambivalenza che non è opposizione tra un negativo e un positivo ma dinamica interazione inerente al «caos», è espressa dalla parola «ospitale». Ospite è colui che giunge e viene accolto ma anche colui che sta e riceve chi arriva: il luogo ospitale così esprime una sospensione piuttosto che un’ambiguità, permettendo un continuo spostamento, una permanente instabilità della propria condizione. Noi qui riceviamo come temporanei cittadini la presenza dell’Helios-Elias di Kliege, ma siamo anche accolti nel suo visionario fare artistico.

 

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Maria Cristina Antonini

 

Maria Cristina Antonini, abbellimenti diminuzioni variazioni, cm 140x140, acquerello e carta giapponese su tela, Giardino d'arte 2015, Villa Barberino Meleto Valdarno

 

 

Maria Cristina Antonini, abbellimenti diminuzioni variazioni, cm 140×140, acquerello e carta giapponese su tela, Giardino d’arte 2015, Villa Barberino Meleto Valdarno

 

«procedere per scarti minimi-sovrapporre colori diluitissimi, quasi impercettibili, dilatarli fino allo spasimo-far colare un colore sull’altro, una trasparenza sull’altra-cogliere i palpiti, le emozioni rarefatte, le minime cose fondamentali-rendere visibili i mutamenti dell’anima, le pieghe, i sussulti-tutte le cose a bassa voce: la scommessa è che un sussurro abbia la stessa forza di un grido-differenze impercettibili che qualificano il tempo-
(quadri, carte, libri d’artista, libri, diari, doni, giochi ed altro/acquerelli, veline, matite, fotografie,stoffe, parole, fili ed altro) » (m.c.a.)

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Marlène Mangold

 

Marlène Mangold, Banchetto toscano, Giardino d'arte 2015, Villa Barberino Meleto Valdarno

 

Marlène Mangold, Banchetto toscano, Installazione da tavolo, 350 x 100 cm

site specific Villa Barberino – Giardino d’arte 2015, Villa Barberino Meleto Valdarno

 

«Marlène Mangold irrompe con la sua verosimiglianza di un “Banchetto toscano” gli ambienti sotterranei della villa, una festa per gli occhi nell’opacità della cantina, un gioco fantastico di allusioni, rimandi ironici e stupefacenti, ma anche di profondo amore per una cultura non sua, bensì felicemente adottata» (Rendel Simonti)

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Croce di marmo e Rhyton a Cnosso

 

Croce di marmo, oggetto di culto minoico (1700-1400 a.C.), dalle Tesorerie Sacre del Palazzo di Cnosso, - Iraklion (Creta), Museo Archeologico

 

Croce di marmo, oggetto di culto minoico (1700-1400 a.C.), dalle Tesorerie Sacre del Palazzo di Cnosso, – Iraklion (Creta), Museo Archeologico, foto di Rendel Simonti.

 

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