Steve Lacy

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*Steven Norman Lackritz ovvero Steve Lacy (23 luglio 1934, New York City – 4 giugno 2004, Boston)

Uno dei più grandi sassofonisti soprano di tutti i tempi, definiva la sua attività come «la combinazione di oratore, cantante, ballerino, diplomatico, poeta, dialettico, matematico, atleta, animatore, educatore, studente, comico, artista, seduttore, in poche parole un bravo ragazzo».

 

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Eric Dolphy

 

Eric Allan Dolphy

 

Eric Dolphy (20 giugno 1928, Los Angeles – 29 giugno 1964, Berlino): Out!.

Di chi parliamo quando parliamo di Eric Allan Dolphy? Dell’altosassofonista che ridisegnò voce e ruolo allo strumento che sembrava aver raggiunto il massimo della sua espressione con Charlie Parker? Di colui che portò per primo il basso clarinetto nella musica jazz? Dell’eccellente flautista che suonava con virtuosismo classico e naturalezza d’avanguardia uno strumento di per sé poco duttile al linguaggio jazz? Del musicista che esaltava la personalità dei grandi senza offuscarsi né fare loro “spalla”?

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Anthony Braxton

 

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Anthony Braxton (4 giugno 1945, Chicago)

 

Parlare di Braxton è così difficile che ogni discorso appare limitativo e parziale.
È difficile collocare il suo tipo di musica che non è né jazz né musica colta, ma che ha in comune con entrambe qualcosa di profondo e sfuggente al tempo stesso. Braxton ricrea il jazz attraverso lo studio e l’uso di idiomi europei, con riferimenti non intellettualistici a John Cage o Stockhausen, ma il più delle volte lo fa rivisitando l’intero spettro della produzione degli standards jazzistici.

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Roy Haynes

 

RoyHaynes

 

«Nella mia testa sono in costante lavoro ritmico. Ricordo un insegnante di scuola che una volta mi ha mandato dal preside perché in classe stavo tamburellando con le mani sul banco. Mio padre invece diceva che ero solo nervoso. Io penso sempre ritmicamente, come lo facessi attraverso i tamburi. Quando ero molto giovane ho suonato un sacco di cose, non sempre cose speciali, ma è come se facessi continuamente pratica suonando. Ora mi sento come un medico che lavora su se stesso: lui sta facendo pratica su di me… quando faccio un concerto è la mia pratica. Posso suonare qualcosa che non ho mai sentito prima o che forse non si è mai sentita mai prima. Tutto è una sfida. Mi occupo di suoni e sono come un uomo pieno di ritmo. Questo io provo: penso l’estate, l’inverno, l’autunno, la primavera, il caldo e il freddo, veloce e lento… i colori, ma non faccio analisi. Ho suonato da professionista per più di 50 anni, ed è stato il mio modo di sorprendermi continuamente. La brutta sorpresa è quando questo non avviene, anche se di solito questo viene fuori. Se non suono per un lungo periodo, mi sento come un animale, un leone o tigre rinchiusi in una gabbia, e quando esco devo trattenermi e non devo esagerare. Mi piace essere in continuo movimento e diffondere il ritmo, come ha detto Coltrane: “Keep it moving, keep it crisp”».

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Art Davis

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Art Davis (5 dicembre 1934, Harrisburg, PA – 29 luglio 2007, Long Beach, California) è ricordato per la sua lunga collaborazione con John Coltrane

Olé (J. Coltrane)

[John Coltrane – soprano saxophone; Eric Dolphy – flute; Freddie Hubbard – trumpet; McCoy Tyner – piano; Reggie Workman – bass; Art Davis – bass; Elvin Jones – drums]

John Coltrane – Olé – Atlantic SD 1373
Registrato il 25 maggio 1961

Discografia essenziale:
Come leader:

Reemergence (1980);
Live (1984);
A Time Remembered (1995)

Come sideman:
Max Roach:

Live At Newport (1958),

Deeds, Not Words (1958),

Percussion Bitter Sweet (1961),

It’s Time (c. January 1962);

Dizzy Gillespie:

Copenhagen Concert (1959),
Live At Newport (1960),
Gillespiana (1960);

Abbey Lincoln: Straight Ahead (1961);

Booker Little: Out Front (1961);
John Coltrane:

Olé Coltrane (1961),
Africa/Brass (1961),
J.C. Quartet Plays (1965),
Ascension (1965).